Dopo essere stato uno dei primi due uomini nella storia a correre una maratona ufficiale sotto le due ore, arrivando secondo a Londra alle spalle di Sabastian Sawe, Yomif Kejelcha ha aggiunto un altro tassello incredibile al proprio palmarés. A Buenos Aires, l’etiope ha corso la mezza maratona in 56’51”, diventando il primo uomo capace di scendere sotto il muro dei 57 minuti nei 21 chilometri. È un record che restituisce a Kejelcha il primato mondiale della mezza, ma soprattutto racconta le capacità di un atleta che sembra non avere ancora trovato il proprio limite.
La misura del risultato sta innanzitutto in quei nove secondi che separano il nuovo record dal muro simbolico dei 57 minuti. Ma ciò che fa comprendere ancora di più la portata del record è il ritmo a cui ha corso: 2’42″/km, ad una media di 22,27 km/h.
Kejelcha ha chiuso la Media Maratón Ciudad de Buenos Aires in 56’51”, cancellando il primato mondiale di Jacob Kiplimo, 57’20” dello scorso marzo, riprendendosi lo scettro che aveva già conquistato a Valencia nell’ottobre 2024 con 57’30”. Quella volta era bastato un secondo per migliorare il precedente record di Kiplimo.
A Buenos Aires, invece, Kejelcha ha fatto qualcosa di decisamente più grande: ha abbassato il limite di 29 secondi e ha portato la mezza maratona in una dimensione che, come la maratona, fino a poco tempo fa, sembrava appartenere alla fantascienza dell’atletica.
La progressione del record
La storia recente della mezza maratona maschile è diventata una continua rincorsa tra Kejelcha e Kiplimo. Il primo capitolo dell’attuale era era stato scritto proprio dall’etiope a Valencia, il 27 ottobre 2024, con 57’30”. Kejelcha aveva tolto un secondo al 57’31” stabilito da Kiplimo a Lisbona nel 2021.
Poi la risposta del keniano. Kiplimo ha riportato il record sotto il precedente limite e, nella fase successiva, ha spinto ancora più avanti la barriera cronometrica. Il primato ufficiale era arrivato a 57’20”. Oggi, a Buenos Aires, Kejelcha ha riaperto la sfida nel modo più clamoroso possibile.
Il precedente di Kiplimo: 56’42”, ma senza record mondiale
Prima di Kejelcha, il muro dei 57 minuti era stato già abbattuto, almeno sul cronometro, sempre da Jacob Kiplimo. Il 16 febbraio 2025, alla mezza maratona di Barcellona, l’ugandese aveva fermato il cronometro su uno straordinario 56’42”, migliorando di 48 secondi il precedente record mondiale di Kejelcha e diventando il primo uomo della storia a correre i 21 chilometri sotto i 57 minuti.
Quel 56’42”, però, non è mai diventato il record mondiale ufficiale. La prestazione è infatti rimasta non ratificata, perché le condizioni di gara non risultavano pienamente conformi al regolamento di World Athletics, avendo Kiplimo sfruttato, secondo i giudici di gara, la scia aerodinamica dell’auto con il crono ufficiale.
Chi è Yomif Kejelcha
Yomif Kejelcha, etiope, classe 1997, non è una sorpresa. La sua carriera era già quella di un atleta costruito per stare ai vertici delle lunghe distanze. Da giovanissimo ha conquistato titoli mondiali nelle categorie giovanili e nel 2016, appena diciottenne, ha vinto il titolo mondiale indoor sui 3000 metri.
Nel 2019 aveva già mostrato una velocità fuori dal comune correndo il miglio indoor in 3’47″01, un record mondiale che sarebbe rimasto suo per quasi sei anni. Nel frattempo Kejelcha ha costruito una carriera di altissimo livello anche sui 5000 e sui 10.000 metri. Il suo personale sui 5000 metri è 12’38″95, mentre sui 10.000 ha corso 26’31″01.
Il passaggio alla maratona ha aggiunto un elemento che sembrava mancare al suo profilo: la capacità di trasformare quella velocità da mezzofondista in resistenza. A Londra, la scorsa primavera, ha corso la maratona in 1h59’41” al primo tentativo, diventando il secondo uomo della storia sotto le due ore e firmando il debutto più veloce mai registrato sulla distanza. Ora è arrivato il 56’51” di Buenos Aires.
Kejelcha ha 29 anni e, più che un atleta arrivato al punto più alto della sua carriera, sembra ancora un campione nel mezzo di una trasformazione. È passato dalla pista alla strada, dalla velocità alla maratona, dal primo record mondiale della mezza alla sua riconquista. E ogni volta il cronometro si è trovato costretto a spostare un po’ più avanti il confine.

