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Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio

"Project 222": correre il miglio in 222 secondi. Josh Kerr ci è riuscito e con 3'42"66 ha cancellato dopo 27 anni lo storico primato mondiale sul Miglio di Hicham El Guerrouj.
Dario MarchiniBy Dario Marchini18 Luglio 2026
Josh Kerr (immagine AI TRC)
Josh Kerr (immagine AI TRC)

Ci sono record che appartengono all’universo dell’atletica, al mito, alla storia. Quello del miglio è uno di questi. Che, per chi arriva dal Regno Unito non è una semplice distanza, ma un simbolo nazionale, il terreno sul quale è stata scritta una delle pagine più celebri dell’atletica mondiale. Il 6 maggio 1954 Roger Bannister abbatté per primo il muro dei quattro minuti, trasformando una gara in una leggenda. Da allora ogni grande mezzofondista britannico ha dovuto inevitabilmente confrontarsi con quell’eredità.

Josh Kerr lo aveva detto senza mezzi termini già nei mesi scorsi. Il record mondiale del miglio doveva tornare in patria. Non un semplice slogan, ma un progetto costruito con precisione quasi scientifica. Lo aveva chiamato “Project 222”: duecentoventidue secondi, il tempo necessario per correre sotto il primato mondiale di Hicham El Guerrouj, rimasto intoccabile per ventisette anni. Attorno a quell’obiettivo è stata modellata l’intera stagione, con allenamenti in altura, una preparazione personalizzata, l’impiego delle più moderne tecnologie e una squadra di specialisti dedicata esclusivamente a quell’appuntamento. Josh Kerr non cercava semplicemente il record. Cercava un posto nella storia.

La gara perfetta: record mondiale davanti a sessantamila persone

Il London Stadium si è trasformato nel teatro ideale per assistere a un’impresa destinata a entrare di diritto negli archivi dell’atletica. Spinto da oltre 60mila spettatori, Josh Kerr ha corso il miglio in 3’42″66, cancellando il monumentale 3’43″13 stabilito da Hicham El Guerrouj a Roma nel 1999. Un primato che aveva resistito all’assalto di intere generazioni di campioni e che sembrava appartenere a un’altra epoca.

Ho provato ad allenarmi con Simeon Birnbaum: ecco come adattare il suo workout per i 5000 metri

La gara è stata costruita con pazienza. Kerr ha seguito i pacemaker senza mai perdere il contatto con il ritmo imposto dalle wavelight, le luci che segnano il passo per il record. Ai seicento metri conclusivi ha cambiato marcia. Da quel momento è rimasto soltanto lui contro il cronometro. Il pubblico ha accompagnato ogni falcata fino al rettilineo finale, quando il tabellone ha urlato il numero che tutti aspettavano: 3’42″66.

Tutti i record infranti da Josh Kerr

Il nuovo primato mondiale rappresenta il punto più alto della carriera dello scozzese, ma il suo significato va oltre il semplice tempo finale. Innanzitutto, cade uno dei record più longevi dell’atletica moderna. Il miglio di El Guerrouj resisteva infatti dal 7 luglio 1999 e aveva attraversato quasi tre decenni di evoluzione tecnica, metodologica e tecnologica senza essere mai realmente messo in discussione.

Con questa prestazione Kerr diventa inoltre il primo britannico dopo Steve Cram, nel 1985, a detenere il record mondiale del miglio, riportando il Regno Unito al vertice della distanza simbolo del mezzofondo. È il settimo atleta britannico nella storia a firmare il primato mondiale della specialità, entrando nello stesso elenco che comprende Roger Bannister, Derek Ibbotson, Sydney Wooderson, Steve Ovett, Sebastian Coe e Steve Cram.
Il suo 3’42″66 diventa naturalmente anche il nuovo record europeo (rubato al norvegese Jakob Ingebrigtsen, 3’43″73) e britannico della distanza, oltre a rappresentare il culmine di una stagione costruita esclusivamente per quell’obiettivo.

Perché il miglio è la religione britannica

Nell’era moderna il miglio è diventata una gara quasi simbolica, ormai sostituita dai 1500 metri nel calendario internazionale. Ma in Gran Bretagna continua ad avere un valore che va oltre la semplice competizione. Il motivo è storico. Bannister non abbatté soltanto un limite cronometrico: dimostrò che ciò che veniva considerato impossibile poteva essere realizzato. Quel 3’59″4 cambiò il modo di interpretare la prestazione sportiva e trasformò il miglio nella distanza romantica per eccellenza.

Record del mondo di Emmanuel Wanyonyi nei 1000 metri

Da allora ogni generazione britannica ha avuto il proprio interprete. Sebastian Coe, Steve Ovett e Steve Cram hanno mantenuto vivo quel patrimonio tecnico e culturale. Josh Kerr appartiene alla generazione successiva e ha scelto di non limitarsi a raccogliere quell’eredità, ma di completarla. Non è un caso che Kerr abbia dichiarato apertamente di voler “riportare a casa” quel primato. Per un britannico il miglio continua a rappresentare qualcosa di unico.

Chi è Josh Kerr

Nato a Edimburgo il 8 ottobre 1997, Josh Kerr è cresciuto sportivamente tra la Scozia e gli Stati Uniti, dove ha frequentato l’Università del New Mexico diventando uno dei migliori interpreti del mezzofondo NCAA.

L’esplosione internazionale arriva con il bronzo olimpico nei 1500 metri a Tokyo nel 2021, seguito dal titolo mondiale conquistato a Budapest nel 2023, quando riesce a battere Jakob Ingebrigtsen in una finale rimasta memorabile. Ai Giochi di Parigi conquista poi la medaglia d’argento nei 1500 metri, confermandosi tra i migliori specialisti del pianeta.

Negli ultimi anni Kerr ha costruito la propria immagine anche attraverso una forte personalità. Non ha mai nascosto le proprie ambizioni, spesso dichiarando pubblicamente gli obiettivi prima ancora di raggiungerli. Una sicurezza che qualcuno interpreta come arroganza, ma che in realtà riflette una convinzione maturata attraverso il lavoro quotidiano.

Il record mondiale del miglio rappresenta il manifesto, attuale, della sua carriera. Non soltanto perché gli consegna un posto nella storia dell’atletica, ma perché realizza quella promessa pronunciata mesi prima: riportare il miglio nel luogo dove tutto era cominciato.

Un’ultima curiosità: in pista, a Londra, insieme a Josh Kerr e testimone della sua impresa, era presenta anche Simeon Birnbaum, atleta statunitense che abbiamo avuto il piacere di conoscere da vicino negli scorsi giorni (guarda qui).

222 josh kerr miglio project 222 record del mondo
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal | Misure: altezza 177 cm, peso 66 kg, scarpe US 10,5 / EU 44,5 / 28,5cm | Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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