Due ori, quattro medaglie complessive e il primo posto nel medagliere: sono questi i numeri che raccontano una giornata praticamente perfetta per l’Italia al centro sportivo Montagna di La Spezia. Una prova di forza completa, costruita non grazie alle prestazioni dei singoli, ma anche attraverso la solidità e la compattezza del gruppo azzurro, capace di imporsi con autorità su tutte le distanze.
La vigilia era stata tutt’altro che semplice. Le rinunce di Nadia Battocletti e Yeman Crippa avevano inevitabilmente gettato qualche ombra sulle ambizioni della squadra. Nonostante questo, gli azzurri sono riusciti a reagire con carattere, confermando ancora una volta il valore di un movimento che continua a occupare stabilmente i vertici europei. A La Spezia è arrivato così un vero e proprio trionfo nella Coppa Europa dei 10.000 metri, con l’Italia capace di dominare il medagliere. A firmare i successi sono stati Iliass Aouani a livello individuale e il team femminile, mentre la squadra maschile ha conquistato l’argento e Elisa Palmero ha completato il bottino con un prezioso bronzo individuale. Un pomeriggio di festa per tutto il movimento azzurro, che tornava a ospitare la manifestazione continentale per la quarta volta nella sua storia.
Iliass Aouani numero uno
La gara maschile ha visto il dominio netto di Iliass Aouani, ancora lui, già bronzo mondiale e primatista italiano di maratona. Il lombardo ha imposto il proprio ritmo sin dai primi metri, prendendo immediatamente il comando della corsa e costruendo il suo successo giro dopo giro. Al suo fianco, nelle fasi iniziali, il lavoro prezioso della “lepre” Celestin Ndikumana, che ha poi lasciato strada libera all’azzurro negli ultimi otto giri. Da quel momento in poi non c’è stata più storia: Aouani ha mantenuto il controllo senza rivali, chiudendo in 27’50″05. Un tempo di altissimo livello, che lo lascia a soli cinque centesimi dallo standard di qualificazione per gli Europei di Birmingham, ma che gli garantisce comunque il pass per l’evento di agosto nei 10.000 metri, in base ai criteri stabiliti da European Athletics per i primi tre classificati della Coppa.

La classifica a squadre maschile ha visto prevalere la Francia, trascinata dal secondo posto di Simon Bédard (27’52″66), dal terzo di Goundouin (27’53″09) e dal quinto di Baptiste Guyon (27’54″53). L’Italia, grazie anche all’ottimo sesto posto di Pasquale Selvarolo, autore del record personale in 28’00″03, e alla quindicesima posizione di Konjoneh Maggi (28’46″57), ha conquistato un significativo argento. Sul gradino più basso del podio, infine, si è classificata la Spagna.
A fine gara, Aouani ha condiviso tutta la propria emozione, sottolineando il significato speciale di questo successo. L’atleta ha scherzato sulla gestione dei 25 giri, ma ha soprattutto evidenziato quanto sia stato importante tornare a correre su pista dopo tre anni e farlo proprio in un contesto così prestigioso. La vittoria in maglia azzurra, davanti al pubblico di casa e alla propria famiglia, presente per la prima volta a seguirlo dal vivo in una competizione di questo tipo, ha reso il trionfo ancora più significativo. Lo sguardo è già rivolto al futuro, con l’obiettivo dichiarato di essere protagonista a Birmingham e di puntare a una medaglia, prima di tornare a concentrarsi sulla maratona in autunno.

Donne d’oro
Anche al femminile la giornata si è tinta d’azzurro. Dopo quindici anni di attesa, l’Italia è tornata a conquistare l’oro a squadre, grazie alle prestazioni di Elisa Palmero, Federica Del Buono ed Elvanie Nimbona. ElisaPalmero ha centrato il terzo posto con il tempo di 31’59″49, mentre Federica Del Buono ha chiuso in settima posizione in 32’27″95. Ottimo anche il debutto in nazionale di Elvanie Nimbona, tredicesima al traguardo con 32’57″13, contributo fondamentale per il successo collettivo.
La gara femminile è stata caratterizzata da un ritmo elevato sin dalle prime battute, imposto dalla francese Alessia Zarbo, capace di accumulare anche una sessantina di metri di vantaggio sfruttando la scia della pacer Francine Niyomukunzi. Tuttavia, a cinque giri dalla conclusione, la corsa ha cambiato volto: la polacca Elzbieta Glinka ha rotto gli indugi, superando Zarbo e involandosi verso la vittoria, conquistata con il tempo di 31’45″36. Un finale combattuto e spettacolare che ha fatto da cornice a una giornata memorabile per l’atletica italiana, capace ancora una volta di esaltarsi davanti al pubblico di casa.

