La linea Cloudmonster Hyper di On si evolve e si amplia includendo due varianti distinte, la LightSpray Cloudmonster Hyper 3 e la Cloudmonster 3 Hyper. In questa recensione ci concentriamo sulla versione più classica Hyper, protagonista del nostro test sul campo, approfondendone caratteristiche, prestazioni e comportamento dopo diversi chilometri di utilizzo.
Il test è stato condotto in continuità con la prima generazione, insieme a Salvatore “Tore” Gambino — già coinvolto nella recensione precedente — per mantenere un riferimento coerente nel giudizio. Le scarpe sono state utilizzate in modo intensivo: circa 290 km da parte di Tore e oltre 150 km per Andrea, principalmente durante allenamenti quotidiani a ritmo lento, progressivi leggeri e lunghi fino ai 25 km. Le prove si sono concentrate su ritmi compresi indicativamente tra 3’30”/km e 4’30”/km, privilegiando quindi un utilizzo tipico da “daily trainer evoluta” o maxi daily trainer.
Battistrada: 7
Uno degli aggiornamenti più evidenti riguarda il battistrada, che si presenta più ampio rispetto alla generazione precedente — con un incremento stimato intorno ai 5-6 mm in larghezza — contribuendo a migliorare sensibilmente la stabilità complessiva.
Anche lo spessore della gomma è stato aumentato, attestandosi intorno ai 3 mm, con un inserto aggiuntivo strategico che migliora la protezione e la durata. Questo si traduce in una resistenza all’usura molto convincente: dopo quasi 300 km, il battistrada mostra segni minimi di deterioramento. L’usura si concentra, come prevedibile, nell’area dell’avampiede, dove la schiuma esposta tende a consumarsi maggiormente. Tuttavia, questo non compromette in maniera significativa le prestazioni generali della scarpa.
In termini di trazione, il grip è affidabile su asfalto anche in condizioni non perfette, mentre risulta leggermente meno efficace su superfici instabili come lo sterrato leggero o il brecciolino.

Intersuola: 7
L’intersuola mantiene un’impostazione tecnica ben definita: stack di 39,5 mm nel tallone e 33,5 mm in avampiede, per un drop di 6 mm. Al di là dei numeri, la percezione in corsa è quella di una scarpa più “alta” e importante, soprattutto grazie alla geometria della piattaforma e al design inclinato che favorisce la transizione in avanti.
La tecnologia CloudTec — i caratteristici “fori” dell’intersuola — lavora in sinergia con una costruzione a doppia mescola Helion. Nella parte inferiore troviamo una schiuma più stabile, mentre nella zona superiore è stato ampliato l’utilizzo della Helion HF (a base Peba), materiale più reattivo e dinamico rispetto al passato.
Uno dei miglioramenti chiave rispetto alla versione precedente riguarda proprio l’estensione della Helion HF anche verso il tallone: una scelta che rende la scarpa più morbida, progressiva e confortevole, senza però scadere in eccessiva cedevolezza. Il risultato è una piattaforma ben bilanciata, che privilegia stabilità e controllo, offrendo una discreta risposta elastica in fase di spinta.

Tomaia: 7,5
La tomaia è stata profondamente rivista rispetto al modello precedente. Il tessuto ingegnerizzato sostituisce le soluzioni più “plasticose” del passato, offrendo una sensazione complessiva più morbida e naturale.
Uno degli elementi più evidenti è lo spazio abbondante in avampiede, che risulta leggermente più lungo e ampio del necessario. Questo aspetto può inizialmente sorprendere, ma si rivela particolarmente vantaggioso sulle lunghe distanze, quando il piede tende fisiologicamente a gonfiarsi. Nel complesso, la calzata privilegia il comfort rispetto alla precisione estrema, caratteristica apprezzabile su una scarpa pensata per allenamenti prolungati.

Upper: 8
La zona del tallone è stata completamente ridisegnata e ora presenta un’imbottitura più generosa, con una conchiglia ben strutturata ma non invasiva. Questo intervento migliora sia il comfort sia la stabilità del piede durante la corsa.
La linguetta mantiene un’impostazione racing: sottile, leggera ma ben costruita, leggermente più morbida rispetto alla versione precedente.
I lacci risultano sottili e piuttosto lunghi. Pur avendo perso l’inserto in silicone del modello precedente, non si registrano problemi di slacciamento: anche con un semplice doppio nodo, la tenuta è risultata sempre affidabile. Da segnalare anche il buon rinforzo della zona occhielli e l’attenzione generale alla qualità costruttiva.

Peso: 6
Il peso si attesta intorno ai 265 grammi nella taglia 42,5 (274 grammi nella misura standard) in linea con la categoria delle super trainer.
Nonostante un incremento dell’imbottitura e della struttura — soprattutto nella zona del tallone — la scarpa mantiene una buona gestibilità dinamica. Anzi, a livello di percezione, può sembrare più leggera rispetto alla versione precedente, grazie alla migliore distribuzione delle masse e alla maggiore fluidità in fase di appoggio.

Comfort: 7
Il comfort rappresenta uno dei punti di forza della Cloudmonster 3 Hyper. La maggiore morbidezza dell’intersuola, soprattutto nella parte posteriore, contribuisce a rendere la corsa più fluida e meno affaticante.
È importante sottolineare che non si tratta di una scarpa “ultrasoft”: la mescola mantiene una certa consistenza, evitando quella sensazione di instabilità che può emergere con schiume eccessivamente cedevoli. Questo equilibrio tra morbidezza e supporto si traduce in una corsa più efficiente e in una migliore gestione dello stress muscolare, soprattutto sulle lunghe distanze.

Reattività: 6,5
La Cloudmonster 3 Hyper non nasce come scarpa da gara pura né come modello estremamente performante in termini di velocità. Tuttavia, rispetto alla prima versione, risulta più versatile: è meno “binaria” (veloce o rigida) e si comporta meglio anche ai ritmi più lenti. Questo la rende una valida opzione come daily trainer evoluta.
Quando si alza l’andatura, la scarpa risponde in modo adeguato, ma senza offrire la spinta tipica dei modelli con piastra in carbonio. Rimane quindi più indicata per lavori a ritmo maratona, lunghi e allenamenti progressivi, piuttosto che per ripetute o sessioni ad alta intensità.
Durata massima stimata: 8
La durabilità è uno degli aspetti più convincenti del modello. Dopo centinaia di chilometri, il battistrada mostra un’usura minima e uniforme, mentre l’intersuola mantiene prestazioni costanti.

L’ammortizzazione e la risposta elastica non risultano penalizzate nel tempo, anche in presenza di un leggero schiacciamento della mescola. La percorrenza stimata si attesta tra i 700 e gli 800 km collocandosi tra le migliori della categoria.
Prezzo ufficiale: 5,5
Il prezzo di listino è di 230 euro. Una cifra importante, ma ormai allineata al segmento delle super trainer, che negli ultimi anni ha visto un generale aumento dei prezzi (guarda qui le migliori offerte).
Se inizialmente poteva sembrare elevato, oggi il posizionamento risulta più competitivo. Va comunque considerato che la lunga durata del prodotto contribuisce a giustificare parzialmente l’investimento.
Voto finale: 7
La On Cloudmonster 3 Hyper si conferma una scarpa completa, equilibrata e polivalente, ideale per runner con appoggio neutro e adatta anche a lievi pronatori, soprattutto con peso leggero o medio.
Rispetto alla versione precedente, migliora sensibilmente in comfort, versatilità e accessibilità anche ai ritmi più tranquilli. Il suo terreno ideale resta quello delle lunghe distanze e della preparazione alla maratona, dove riesce a offrire una corsa efficiente, stabile e meno affaticante.
In sintesi, si tratta di una soluzione solida per chi cerca una daily trainer evoluta, capace di coniugare protezione, stabilità e una discreta dose di dinamismo — anche in contesti dove non è richiesta la massima velocità.

