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Home » Recensione Skyward X 2, l’evoluzione della super trainer di Hoka
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Recensione Skyward X 2, l’evoluzione della super trainer di Hoka

Hoka Skyward X 2 privilegia comfort e stabilità sulle lunghe distanze, offrendo buona spinta senza risultare aggressiva e mantenendo una calzata stabile e sicura.
Paolo CorsiniBy Paolo Corsini25 Maggio 2026
La nuova Hoka Skyward X 2
La nuova Hoka Skyward X 2

Negli ultimi anni, nel panorama delle scarpe da corsa su strada, si è affermata una categoria ben definita: quella delle super trainer. Si tratta di modelli pensati per sostenere anche allenamenti di qualità, caratterizzati da intersuole che superano abbondantemente i 40 millimetri di spessore e da mescole, singole o a doppia densità, particolarmente performanti. In alcuni casi è presente anche una piastra, che può essere in fibra di carbonio o altro materiale, un elemento che però non trasforma queste calzature in scarpe da gara. L’altezza elevata dell’intersuola, infatti, le esclude dall’omologazione secondo i criteri stabiliti da World Athletics.

Hoka Skyward X 2 rappresenta la seconda generazione della linea Skyward, una scarpa che avevamo già analizzato al suo debutto sul mercato circa due anni fa. In questo arco di tempo Hoka ha introdotto diversi aggiornamenti alla costruzione del modello, con l’obiettivo di renderlo più adatto all’uso quotidiano, anche sulle lunghe distanze. Il lavoro si è concentrato soprattutto sulla riduzione del peso, così da offrire una maggiore reattività quando si alza il ritmo, sia negli allenamenti di medio che nelle sessioni di fartlek e nelle ripetute lunghe.

Per la prova su strada ho utilizzato le Hoka Skyward X 2 per un totale di circa 150 chilometri, alternando uscite quotidiane a sessioni più impegnative, fino a percorsi di 25 chilometri. Le ho testate anche in allenamenti con variazioni di ritmo, corse veloci e persino in pista, dove le ho indossate facendo da lepre a un gruppo di giovani atleti. In quell’occasione mi hanno consentito di spingere fino a un parziale di 35 secondi sui 200 metri, equivalente a un passo di 2’55’’ al chilometro: una prestazione che, per chi non è più giovanissimo, resta decisamente soddisfacente.

Battistrada: 6,5

Le novità sono limitate nella Skyward X 2 per quanto riguarda il battistrada, che conserva l’impostazione del modello precedente in relazione alla disposizione della gomma più dura. Hoka è intervenuta rimuovendo parte del materiale nella zona dell’avampiede, introducendo inoltre due aperture verticali che si affiancano a quelle già presenti. Anche lo spessore della gomma risulta ridotto, così da ottenere un lieve beneficio complessivo in termini di peso.

Il grip si conferma sempre molto valido sia sul brecciolino sia sull’asfalto bagnato, grazie a una gomma morbida in grado di garantire una buona aderenza, pur mostrando una tendenza a consumarsi più rapidamente rispetto ad altre soluzioni disponibili. Occorre prestare attenzione all’apertura centrale in corrispondenza del mesopiede, che lascia visibile la piastra in carbonio e nella quale potrebbero incastrarsi sassi di dimensioni anche piuttosto rilevanti.

Varia leggermente la larghezza della scarpa nella zona dell’avampiede, che si riduce di circa un paio di millimetri; non si registrano invece modifiche nella parte del tallone, con un’impronta a terra che resta complessivamente stabile e ben equilibrata.

La nuova Hoka Skyward X 2

Intersuola: 8

L’intersuola è il componente sul quale Hoka ha concentrato il maggior numero di interventi nella Skyward X 2 rispetto alla versione precedente. Ritroviamo una struttura a doppia mescola, con uno strato inferiore in Eva supercritica pensato per offrire stabilità, sormontato da uno superiore in Peba che garantisce maggiore morbidezza e un efficace ritorno di energia. Al centro resta inserita una piastra in carbonio, abbinata a un profilo rocker anteriore moderatamente pronunciato, in linea con quanto già visto nel primo modello.

Cambiano invece le quote, pur mantenendo invariato il drop, sempre pari a 5 millimetri: al posteriore lo spessore raggiunge i 46 mm (44 mm nella versione femminile), mentre in avampiede si attesta a 41 mm (39 mm per il modello da donna), segnando una riduzione uniforme di 2 mm rispetto ai valori della precedente generazione.

Cambia anche la struttura della piastra in fibra di carbonio, che ora può contare su un supporto orizzontale tra le due placche a sviluppo verticale, capace di offrire maggiore stabilità all’avampiede e di modificare il design a doppia H che aveva contraddistinto la versione precedente. Varia inoltre il rapporto tra le due mescole, con un incremento del volume della componente in Peba, soprattutto nella zona anteriore della scarpa.

Durante la corsa la sensazione percepita è quella di una spinta presente ma non eccessiva: la Skyward X 2 è una scarpa pensata per affrontare lunghe distanze, combinando comfort a una struttura tecnica e raffinata, senza però risultare estremamente aggressiva. Un punto d’incontro tra le daily trainer e le più performanti scarpe da gara, con una chiara preferenza per il comfort rispetto alla reattività pura.

A sinistra, Hoka Skyward X2, a destra Hoka Skyward X

Tomaia: 8

Cambia la tomaia, che abbandona la precedente struttura in knit per adottare un mesh jacquard, soluzione più leggera e capace di offrire una migliore traspirabilità. La calzata resta mediamente abbondante nella zona dell’avampiede, assicurando uno spazio adeguato per le dita e confermando l’indicazione di scegliere il numero abituale.

Nella parte posteriore della scarpa scompare l’inserto protettivo in gomma rigida, una modifica che consente di ridurre leggermente il peso senza influire sulla rigidità complessiva della conchiglia del tallone.

Upper: 7

Hoka è intervenuta semplificando e alleggerendo la zona dei lacci, adottando una costruzione più essenziale pur mantenendo i classici lacci rettangolari elasticizzati. Le modifiche più evidenti riguardano però la linguetta, ora meno imbottita e più orientata a un’impostazione racing, senza rinunciare a punti strategici di comfort. Il risultato è, a mio parere, un compromesso riuscito, capace di bilanciare in modo efficace le esigenze di comodità con quelle di contenimento del peso complessivo.

La nuova Hoka Skyward X 2

La zona della conchiglia tallonare resta invece sostanzialmente invariata, fatta eccezione per la parte finale, che presenta uno sviluppo leggermente più contenuto in altezza. Rimane ben imbottita e caratterizzata da una rigidità complessiva non eccessiva, offrendo così una sensazione generale di comfort e sicurezza durante la corsa.

Peso: 7,5

Nella mia taglia US8 il peso della Skyward X 2 diminuisce di oltre 20 grammi rispetto al modello precedente: si passa infatti dai 290 grammi (312 grammi nella taglia di riferimento) iniziali ai 265 grammi attuali, un risultato apprezzabile considerando la massa importante della prima versione, ottenuto grazie agli interventi su intersuola, linguetta e parte dell’upper senza che questo abbia compromesso il livello generale di comfort.

Durante la corsa la sensazione è quella di avere ai piedi una scarpa decisamente strutturata, ma non per questo impacciata o pesante. L’altezza complessiva da terra si avverte in modo chiaro e distinto, senza però risultare penalizzante, contribuendo anzi a trasmettere una percezione di leggerezza superiore rispetto a quanto indicato dal dato rilevato sulla bilancia.

Comfort: 9

La prima versione di Hoka Skyward X aveva colpito per l’elevato livello di comfort durante le uscite di corsa, grazie a una struttura complessiva decisamente oversize e a soluzioni costruttive ben studiate. Tutte queste caratteristiche si ritrovano anche nella Skyward X 2, che mantiene una piacevole imbottitura nelle zone interne, affiancata a una risposta dell’intersuola morbida e progressiva.

La nuova Hoka Skyward X 2

È però importante fare una precisazione: la sensazione è sì morbida, ma non cedevole. Hoka ha infatti scelto una combinazione di due mescole che garantisce comfort senza compromettere la stabilità generale. L’architettura della scarpa e il disegno della piastra contribuiscono a rendere la Skyward X 2 una delle super trainer più equilibrate e meno estreme attualmente disponibili, orientata soprattutto alle corse lunghe e a ritmi controllati, piuttosto che agli allenamenti più intensi e tirati.

Ritorno di energia: 7,5

Le modifiche introdotte per alleggerire il peso complessivo della scarpa si riflettono positivamente anche sul ritorno di energia, che risulta ben percepibile, pur senza raggiungere i livelli estremi tipici di alcune scarpe racing.

Questa caratteristica emerge in modo ancora più evidente con l’aumentare della distanza percorsa, grazie alla capacità della scarpa di continuare a offrire una buona restituzione di energia anche quando i chilometri sulle gambe iniziano a farsi sentire. A contribuire a questo comportamento dinamico intervengono sia la revisione della struttura a doppia mescola dell’intersuola, sia gli aggiornamenti apportati alla piastra in carbonio, oggetto di un intervento mirato da parte di Hoka.

Durata massima stimata: 7,5

Per costruzione della parte superiore e per le caratteristiche dell’intersuola, la Skyward X 2 è una scarpa che affronta senza difficoltà anche percorrenze impegnative. L’unico limite, in questo contesto, riguarda il battistrada, che presenta uno spessore inferiore rispetto alla versione precedente e che, dopo circa 150 chilometri di utilizzo, evidenzia segni di usura regolare nelle zone dove abitualmente si concentra lo sfregamento.

La nuova Hoka Skyward X 2

Si tratta comunque di un fenomeno fisiologico e non preoccupante, anche se lascia immaginare che, avvicinandosi a percorrenze molto elevate, la quantità di gomma disponibile potrebbe ridursi sensibilmente, a fronte invece di una struttura complessiva che, per gli altri componenti, sembra in grado di reggere senza difficoltà chilometraggi ben più consistenti.

Rapporto qualità/prezzo: 6,5

Il prezzo di listino si attesta a 230 euro, segnando un lieve incremento rispetto a quello ufficiale della Skyward X lanciata circa due anni fa (guarda qui le migliori offerte). Le super trainer si collocano solitamente oltre la soglia dei 200 euro, e anche la proposta di Hoka rientra pienamente in questa fascia.

A differenza di altri modelli appartenenti a questa categoria, la Skyward X 2 si orienta maggiormente verso corse a ritmo lento e sulle lunghe distanze, pur permettendo di affrontare anche lavori di qualità a ritmi sostenuti, ma con un’efficacia inferiore rispetto a soluzioni più versatili e poliedriche in termini di utilizzo.

La nuova Hoka Skyward X 2

Voto finale: 7,5

Hoka Skyward X 2 riprende le caratteristiche tecniche del modello Skyward X, affinando il progetto proprio in quegli aspetti che ne costituivano i limiti principali: il peso, che viene sensibilmente ridotto, una tomaia più traspirante e una rinnovata sensazione di stabilità e protezione, ideale per affrontare lunghe distanze con un elevato livello di comfort.

La Skyward X 2 si conferma una super trainer pensata soprattutto per correre a lungo, più che per spingere al massimo delle proprie possibilità. Rispetto ad altri modelli della stessa categoria rinuncia a qualcosa in termini di pura performance, compensando però in modo importante sul fronte del comfort. Sono scarpe che si indossano con piacere e che trasmettono sicurezza anche quando le distanze iniziano ad aumentare.

Si rivolgono a un’ampia platea di podisti, ma risultano particolarmente indicate per chi ha una corporatura più pesante, grazie all’abbondante quantità di intersuola. Il livello di protezione resta molto elevato, così come la stabilità durante la corsa, favorita dall’abbinamento tra le due mescole e dal contributo della piastra in carbonio, che non solo supporta la fase di spinta ma offre anche una base solida su cui appoggiare.

Hoka Skyward X 2

Hoka Skyward X 2

Scarpa per allenamenti di qualità

I ritmi ideali sono quelli della corsa lenta e della corsa svelta, anche se non disdegnano accelerazioni a velocità più sostenute. Nel corso dei test le ho utilizzate anche in pista, affrontando ripetute a ritmi inferiori ai 3’30’’ al chilometro. In queste condizioni si percepisce chiaramente la spinta offerta dalla scarpa, ma allo stesso tempo emergono i limiti legati a ingombro e peso, che la rendono meno adatta a sostituire le scarpe racing pure con piastra in carbonio. Per i runner meno veloci e più pesanti, tuttavia, possono rappresentare una soluzione estremamente versatile, da utilizzare sia nelle uscite quotidiane più tranquille sia in quelle più brillanti.

Con la Skyward X 2 Hoka conferma, migliorandole sotto diversi aspetti, le qualità che avevano caratterizzato il modello originale: grande comodità, stabilità e la capacità di accompagnare il runner per molti chilometri a ritmi sostenuti ma non estremi, mantenendo sempre una corsa fluida e protetta.

Hoka recensione skyward x skyward x 2 super strainer
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Paolo Corsini
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Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto | Misure: altezza 170 cm, peso 62 kg, scarpe US 8 / 41 EU / 26 cm | Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

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