Quando si parla di Asics Superblast è impossibile non fare riferimento al mondo delle supertrainer, categoria in cui questo modello si inserisce a pieno titolo. Si tratta di scarpe definite da un’intersuola abbondante, ben oltre i 40 millimetri, senza piastra ma studiate, per geometrie e mescole, per garantire velocità e reattività anche nelle sedute di allenamento più brillanti.
Giunta alla terza generazione, la Superblast 3 porta con sé aggiornamenti tecnici rilevanti che ne perfezionano ulteriormente il comportamento, senza tradirne l’identità. Resta una scarpa solida, veloce e in grado di supportare il runner soprattutto sulle distanze lunghe, dove stabilità, comfort e dinamismo devono convivere in un equilibrio corretto e sempre ben bilanciato.
Una scarpa veloce, che si colloca di fatto nella categoria delle intermedie, dedicate agli allenamenti di qualità, ma che grazie al peso ridotto e alla notevole quantità di mescola riesce a esprimersi al meglio anche durante le uscite a ritmi più rilassati. Per molti versi, la Superblast 3 può essere vista come una soluzione universale: nei 150 chilometri del mio test mi ha affiancato sia nei lavori più intensi su distanze impegnative sia nelle sedute di recupero nei giorni immediatamente successivi a una maratona, dimostrandosi sempre affidabile.
In questa terza versione Asics interviene rivedendo parzialmente le geometrie dell’intersuola, conservando la struttura a doppia mescola ma introducendo la nuova FF Leap in A-TPU di ultima generazione. Il risultato è una scarpa più reattiva e più pronta nella risposta, ulteriormente alleggerita e capace di offrire un comfort complessivo davvero notevole finale.
Battistrada: 7
Il battistrada della Superblast 3 ricalca quello della versione precedente, con interventi minimi che non ne modificano l’impostazione generale. La copertura in gomma più rigida nelle zone perimetrali è stata appena ridimensionata, senza tuttavia compromettere la resistenza complessiva. Il composto utilizzato appare leggermente più morbido sia al tatto sia alla misurazione del durometro: una decisione che, almeno in teoria, potrebbe suggerire un consumo lievemente più rapido, anche se non dovrebbero manifestarsi criticità concrete nel corso del tempo complessivo attuale.
Nell’area dell’avampiede troviamo la struttura a pod, che Asics definisce come un piccolo trampolino elastico in grado di facilitare la rullata e accompagnare la transizione verso la falcata successiva. Buona l’aderenza su ogni superficie, sia sull’asfalto bagnato sia sul brecciolino, grazie proprio alla copertura in gomma più morbida che assicura un grip più che adeguato in qualsiasi condizione d’uso.

Intersuola: 8
La Superblast 3 rappresenta l’esordio nel modello della mescola FF Leap, soluzione di fascia più alta sviluppata da Asics e già impiegata non soltanto nelle Megablast, ma anche nei modelli racing appartenenti alla famiglia Metaspeed. Resta invariata la costruzione a doppia mescola, con la FF Leap accoppiata alla FF Blast+ collocata nella parte inferiore dell’intersuola.
Nel confronto con la terza versione precedente, emerge un incremento significativo dello spessore della componente in FF Blast+, scelta studiata per garantire maggiore sostegno e bilanciare in modo efficace morbidezza e reattività della FF Leap. La differenza tra le due mescole risulta molto più avvertibile rispetto alla Superblast 2, dove il contrasto appariva decisamente meno marcato nel tempo complessivo.
Variano leggermente anche le quote, aumentate di 0,5 millimetri: l’intersuola arriva ora a 46,5 mm nel tallone e a 38,5 mm nell’avampiede, mantenendo un drop di 8 mm. La geometria conferma un profilo rocker anteriore poco aggressivo, identico a quello della versione precedente. Si tratta quindi di una scarpa che non indirizza in modo verso una corsa di avampiede e che si adatta molto bene anche a chi utilizza un appoggio di mesopiede o persino di tallone.

Tomaia: 8
Come nel modello precedente, la Superblast 3 utilizza una tomaia in tessuto ingegnerizzato monostrato, spessa e molto robusta, capace di assicurare allo stesso tempo una buona traspirabilità generale.
La calzata è piuttosto ampia, molto simile a quella della Superblast 2 per sensazioni e volume interno: per questo il suggerimento è di scegliere il proprio numero abituale. La qualità percepita è alta e lascia pensare che questo elemento non mostrerà problemi di resistenza e durata nel tempo nel corso degli anni.
Upper: 8
La linguetta mantiene il taglio racing della versione precedente, ma introduce aperture inferiori più ampie capaci di migliorare sensibilmente la traspirazione. Resta integrata nella tomaia e ora presenta un ampio passante per i lacci, una soluzione funzionale che ne agevola il corretto posizionamento finale.
Molto evidenti risultano le modifiche agli occhielli, che non sono più ricavati direttamente nella tomaia ma realizzati tramite un resistente cordino. Una scelta funzionale, solida nell’uso quotidiano e anche gradevole dal punto di vista estetico. I lacci conservano una leggera elasticità e la classica forma rettangolare: non si riscontrano difficoltà nel trovare la tensione ideale per un’allacciatura confortevole.

Cambiano anche le linee del tallone, che ora mostra una parte terminale leggermente più pronunciata e priva della linguetta posteriore. La conchiglia tallonare rimane di media rigidità, offrendo un supporto efficace senza risultare invasiva. Buono il comfort complessivo, grazie a imbottiture ben distribuite che avvolgono il piede in modo equilibrato.
Peso: 8,5
Nel mio numero US 8 (41 EU), la Superblast 3 registra un peso di circa 220 grammi (239 grammi nella taglia di riferimento), con un risparmio di una decina di grammi rispetto alla Superblast 2. Tenendo conto dell’altezza dell’intersuola e di una costruzione complessivamente generosa in termini di calzata, si tratta di un valore di assoluto rilievo.
Una volta ai piedi, la leggerezza si avverte subito, pur restando ben presente quella sensazione di struttura importante che distingue questa categoria di scarpe. Il peso contenuto, abbinato alla geometria dell’intersuola, contribuisce a rendere la scarpa particolarmente efficace in tutte quelle situazioni in cui si vuole alzare il ritmo e guadagnare qualcosa in più in termini di passo al chilometro.

Comfort: 8,5
Come già avveniva con la Superblast 2, anche questa nuova versione si fa apprezzare per un livello di comfort elevato senza sacrificare reattività e prestazioni. L’intersuola a doppia mescola è molto abbondante, sia in avampiede sia nella zona del tallone, e la maggiore morbidezza della componente in FF Leap si avverte in modo netto, offrendo un ritorno di energia superiore rispetto alla FF Turbo+ impiegata nella generazione precedente.
Il collarino risulta ben imbottito e l’ampiezza della parte anteriore non crea problemi nemmeno a chi ha un piede più voluminoso. La linguetta conserva una chiara vocazione racing, studiata per contenere il peso, e si è dimostrata nel complesso confortevole anche grazie alla facilità con cui può essere regolata e fissata attraverso i lacci.
Nel quadro generale, la Superblast 3 ribadisce le caratteristiche chiave della famiglia: una scarpa veloce e reattiva, capace di garantire un’elevata protezione e di spingere con decisione quando è davvero il momento di correre forte.

Reattività: 8
Le modifiche introdotte nell’intersuola non hanno cambiato la geometria complessiva della scarpa, se si esclude un lieve aumento di 0,5 millimetri nello spessore totale. La nuova mescola FF Leap, insieme alla maggiore presenza di FF Blast+, contribuisce però a definire in modo più marcato il carattere della Superblast 3. La base resta stabile grazie alla FF Blast+, mentre la componente in FF Leap aggiunge quel surplus di reattività che mancava rispetto alla Superblast 2.
Il risultato è una scarpa che non solo garantisce un appoggio solido e sicuro, nonostante l’altezza generosa dell’intersuola, ma che riesce anche a restituire l’energia necessaria per affrontare con efficacia le uscite più lunghe a ritmi sostenuti. È proprio questo lo scenario ideale per la famiglia Superblast, una vocazione che trova ulteriore conferma anche in questa terza generazione.
Durata massima stimata: 7,5
Le considerazioni sulla longevità media della Superblast 3 riprendono in larga parte quelle del modello precedente, con una sola riserva legata al battistrada, soprattutto nella sezione realizzata con la gomma più rigida. Un elemento da valutare, in particolare nell’area dell’avampiede dove è presente il pod effetto trampolino.
Nessun dubbio invece sulla costruzione dell’upper e della tomaia: Asics utilizza materiali di qualità elevata, capaci di assicurare una durata nel tempo senza criticità. Con runner non particolarmente pesanti, queste scarpe possono raggiungere senza difficoltà percorrenze di 700-800 chilometri mantenendo una risposta dell’intersuola ancora efficace e performante nel corso dell’utilizzo prolungato nel tempo.

Rapporto qualità/prezzo: 5
Asics non è intervenuta sul prezzo di listino della Superblast 3, che resta fissato a 220 euro, identico a quello della generazione precedente (guarda qui le migliori offerte nella nostra vetrina scarpe). Una cifra importante per una scarpa che appartiene a pieno titolo alla categoria delle supertrainer, progettata per affiancare il runner sia nelle uscite più veloci sia sulle lunghe distanze, offrendo al tempo stesso la capacità di accumulare chilometri senza perdere brillantezza.
All’interno della gamma Asics, questo modello si misura direttamente con le altre proposte della famiglia Blast: la Novablast 5, pensata per l’allenamento quotidiano; la Sonicblast, sviluppata per i ritmi più elevati grazie alla piastra Astroplate integrata; e la Megablast, che propone la risposta più morbida e il maggiore ritorno di energia grazie all’impiego generoso della mescola FF Leap.
La Superblast rimane una scarpa di qualità molto elevata, caratterizzata da prestazioni solide e da una costruzione di livello premium. L’unico vero limite continua a essere il prezzo, alto e poco accessibile senza il supporto di sconti o promozioni. Resta però una scelta di riferimento per chi cerca una supertrainer completa, versatile e capace di offrire prestazioni di assoluto livello.

Voto finale: 7,6
La Superblast 3 rappresenta a tutti gli effetti l’evoluzione naturale di un progetto che, con le prime due generazioni, aveva già attirato l’attenzione degli appassionati. Si tratta di una scarpa capace di unire una risposta veloce e reattiva a un livello di protezione superiore, merito di un’intersuola decisamente più generosa rispetto agli standard tradizionali.
In questa terza declinazione, la Superblast guadagna ulteriore brillantezza: la nuova mescola FF Leap ne esalta la reattività e rende la corsa ancora più piacevole. È proprio questa la sensazione che emerge quando la si indossa e si inizia a correre: una scarpa in grado di strappare un sorriso, quello di chi sta facendo fatica ma lo fa con soddisfazione.
La Superblast 3 è senza dubbio una scarpa impegnativa dal punto di vista economico, ma porta con sé il grande vantaggio di avvicinarsi molto a una soluzione universale. Si esprime in modo eccellente sui ritmi elevati, anche quando la distanza aumenta, ma riesce a essere altrettanto confortevole nei lenti e nelle sedute di recupero. La grande quantità di mescola di qualità è uno dei suoi elementi distintivi, così come la pianta ampia che agevola la calzata e garantisce stabilità a una vasta tipologia di runner.
È adatta a podisti di corporature differenti, con un’attenzione particolare per quelli più pesanti, che possono sfruttare al meglio l’elevata protezione dell’intersuola. I ritmi gestibili sono molto ampi: personalmente l’ho apprezzata sia nei rigeneranti post maratona corsi a 5’30’’ al chilometro, sia nei lavori più brillanti sotto i 4’ al chilometro. Con l’aumentare della distanza continua a offrire il meglio: anche negli ultimi chilometri non trasmette affaticamento e mantiene un comportamento stabile, confortevole e pronto a spingere quando lo si desidera davvero.
È una scarpa che merita spazio nella rotazione, capace di adattarsi a contesti diversi ma che dà il massimo nei lunghi a ritmi sostenuti, soprattutto in vista della preparazione di gare importanti.

