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Home » Nike Project Amplify: la prima scarpa da corsa con motore ed esoscheletro
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Nike Project Amplify: la prima scarpa da corsa con motore ed esoscheletro

Project Amplify è un prototipo di scarpa motorizzata per corsa e camminata: una rivoluzione per il movimento quotidiano, pensata per rendere ogni passo più potente e naturale.
Dario MarchiniBy Dario Marchini25 Ottobre 2025
Nike Project Amplify
Nike Project Amplify

Nike ha svelato al mondo una delle sue innovazioni più audaci:Project Amplify, il primo sistema motorizzato al mondo pensato per calzature da corsa e camminata. Un progetto che promette di rivoluzionare il modo in cui ci muoviamo, rendendo ogni passo più potente, ogni corsa più leggera e ogni camminata più lunga. Non si tratta solo di tecnologia applicata allo sport, ma di una nuova visione del movimento umano, che unisce biomeccanica, robotica e design sportivo.

Al centro di Project Amplify c’è un sistema robotico integrato in una scarpa da running rivestita in fibra di carbonio. Il dispositivo è composto da un motore leggero e potente, una cinghia di trasmissione e una batteria ricaricabile posizionata in un polsino, il tutto progettato per amplificare il movimento naturale della caviglia e della parte inferiore della gamba. Il risultato è una spinta aggiuntiva che rende la corsa e la camminata meno faticose e più divertenti.

La scarpa può essere indossata anche senza il sistema robotico. Ma è con il motore attivo che si sprigiona il vero potenziale: una sensazione di leggerezza e fluidità che, secondo gli atleti coinvolti nei test, rende persino la salita simile a un terreno pianeggiante. Il sistema è stato progettato per integrarsi perfettamente con il corpo, tanto che molti lo descrivono come un’estensione naturale della propria muscolatura.

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Pensata per tutti, non solo per i professionisti

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Project Amplify non è destinato agli atleti d’élite o a chi cerca di limare secondi preziosi dal proprio tempo. Nike ha progettato il sistema per chi corre a ritmi più lenti, tra i 6’15” e i 7’30” minuti al chilometro (10-12 minuti per miglio), e per chi desidera semplicemente muoversi di più, con meno sforzo. È una scarpa che può fare la differenza per chi affronta lunghe camminate, per chi ha limitazioni motorie o per chi vuole ritrovare il piacere della corsa.

Il paragone con le bici a pedalata assistita è naturale: così come le e-bike hanno rivoluzionato la mobilità urbana, Project Amplify potrebbe aprire nuove possibilità per chi pensava di non poter più correre o camminare a lungo.

Dietro questa innovazione c’è il lavoro del Nike Sport Research Lab (NSRL), che ha sviluppato complessi algoritmi di movimento per rendere il sistema il più naturale possibile. Oltre 400 atleti hanno partecipato ai test, percorrendo più di 2,4 milioni di passi in ambienti esterni e sulla pista da 200 metri del laboratorio. Nove diverse versioni dell’hardware sono state messe alla prova, ciascuna focalizzata su un aspetto specifico da perfezionare.

Nike Project Amplify

I risultati parlano chiaro: alcuni runner sono riusciti a migliorare il proprio ritmo semplicemente grazie al supporto del sistema. Ma più che la velocità, ciò che conta è la sensazione di potenza e fluidità che accompagna ogni passo. Gli atleti coinvolti nei test hanno descritto l’esperienza come “correre in salita sentendo di essere su un piano”, una metafora che racchiude perfettamente l’effetto del sistema.

Un sogno che cammina

“Il nostro compito è sognare in grande, mantenendo gli atleti al centro”, ha dichiarato Michael Donaghu, vicepresidente di Create The Future, Emerging Sport and Innovation. “Project Amplify è nato da una semplice domanda: e se potessimo aiutare gli atleti a muoversi più velocemente e più lontano, con meno energia e molto più divertimento?”.

Questa filosofia è il filo conduttore dell’intero progetto. Non si tratta solo di performance, ma di espandere le possibilità del corpo umano, di rendere il movimento accessibile, piacevole, sorprendente. È un passo avanti verso un futuro in cui la tecnologia non sostituisce l’atleta, ma lo potenzia. Il divertimento, secondo Donaghu, nasce dalla consapevolezza di poter fare più di quanto si pensasse possibile. E quel “di più” è diverso per ognuno: può essere una corsa più lunga, una camminata più veloce o semplicemente il piacere di muoversi con meno fatica. Un’idea che può sembrare distante da chi associa lo sport esclusivamente alla fatica e al sudore, ma che potrebbe rappresentare una svolta significativa per chi vive il movimento come una sfida personale — come nel caso di chi sta recuperando da un infortunio importante o torna all’attività fisica dopo anni di inattività.

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Project Amplify è ancora in fase di test, ma Nike ha già annunciato che sarà uno dei pilastri della sua strategia di innovazione, insieme a nuove tecnologie nell’abbigliamento Air, nel raffreddamento avanzato e nella neuroscienza. L’obiettivo è chiaro: mettere l’atleta al centro, offrendo soluzioni che migliorano l’esperienza sportiva in ogni sua forma.

Questa scarpa motorizzata rappresenta una nuova soglia tecnologica, un punto di svolta nella storia del brand. “È una novità per Nike? Sì e no” – ha detto Donaghu -. È ovviamente un’innovazione, ma il giorno in cui Bill Bowerman ha versato la gomma nella piastra per waffle di famiglia ha segnato l’inizio di un percorso per aumentare il movimento e creare il futuro dello sport”.

esoscheletro motore Nike project amplify
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Dario Marchini
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal | Misure: altezza 177 cm, peso 66 kg, scarpe US 10,5 / EU 44,5 / 28,5cm | Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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