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Joma R1000, piastra in carbonio dal prezzo accessibile

Dario MarchiniBy Dario Marchini26 Marzo 2025
Riassumi con ChatGPT

Per chi ancora non la conoscesse, Joma è un’azienda spagnola che da sessant’anni produce calzature sportive. Conosciuta forse più per modelli destinati a pallavolo, calcio e calcio a 5 (Joma è stato il primo marchio delle mie scarpe da calcetto), da qualche anno è presente anche nel mondo dell’atletica e in particolare in quello del running. E a partire dal 2023 è diventato anche partener tecnico ufficiale della Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Come tutti i brand legati al mondo della corsa anche Joma propone diverse tipologie di calzature dedicate alla corsa su strada, delle quali la serie “R” raggruppa i modelli più veloci e performanti. Abbiamo già presentato la R5000, scarpa intermedia per gli allenamenti più impegnativi, e oggi parleremo invece di un modello racing, la R1000.

Non ho avuto la possibilità di testarla direttamente in gara, ma nelle ultime settimane l’ho utilizzata nelle mi uscite di qualità, su serie di ripetute di 1000 e 2000 metri, a ritmi compresi tra i 3’45” e i 4’30”, su distanze tra i 14 e i 20 chilometri, in diverse condizioni meteo.

Battistrada: 6

Il battistrada è abbastanza classico, con uno spessore di 2 mm e disposto prevalentemente nella zona dell’avampiede. È in gomma morbida Durability, con un intaglio molto simile a quello degli pneumatici da strada. Nella parte centrale lascia esposta l’intersuola, che è a sua volta tagliata lasciando in vista la piastra in carbonio.

Il grip è molto buono in ogni condizione a scapito un po’ dell’usura che già dopo una sessantina di chilometri ha mostrato i primi segni di consumo nelle maggiori zone di contatto.

Intersuola: 6

La schiuma FlyReactive della mescola dell’intersuola è in TPU, e alla vista ricorda molto il materiale dei primi modelli Adidas e Saucony, con il tipico disegno a pallini. L’altezza al tallone è al limite dei 40 mm consentiti per le gare su strada da World Athletics, 33 mm nell’avampiede per un drop medio (e abbastanza atipico) di 7 mm.

All’interno dell’intersuola è affogata una piastra in carbonio Endoplate, meno aggressiva rispetto ad altri modelli di scarpe da gara Joma, e posizionata a circa 20 mm, nella zona mediale, rispetto al terreno, con una forma abbastanza dritta e non “a cucchiaio”.

Nonostante Joma presenti questo modello come scarpa in carbonio entry level per i modelli racing, la sensazione è che la scarpa rimanga comunque molto rigida e non di facile approccio. La mescola non è ipermorbida come in calzature concorrenti (Alphafly 3 o Adios Pro 4 per citare i più diffusi) e non dà quella sensazione di spinta e ritorno di energia che ci si aspetterebbe appena messe ai piedi. Il rocker anteriore aiuta comunque ad un approccio di corsa spostato verso avampiede e mesopiede, ma senza quella sensazione di leggerezza tipico delle mescole di ultima generazione.

Joma R1000 fa comunque il suo lavoro, aiutando a mantenere il ritmo alto quando si spinge, ma risultando un po’ troppo rigida e molto classica nel suo approccio alla corsa. La densità e la struttura di R1000 aiutano però ad allargare lo spettro di possibili utilizzatori, abbracciando anche i runner non leggerissimi, fino agli 85 kg di peso, e pronatori non eccessivi, che possono ritrovare in questo modello di Joma una buona alternativa per le scarpe da gara.

Tomaia: 6,5

La tomaia è realizzata in nylon con finitura in jacquard leggera e semitrasparente, personalizzato con microforature VTS per favorire la ventilazione del piede. Tutta la zona inferiore a contatto con l’intersuola è rinforzata con un sistema di chiusura termosaldato Joma Sportech.

La calzata è comoda, molto classica, con la punta leggermente affusolata e una finitura estetica decisamente accattivante, soprattutto nelle edizioni speciali legate a mezze e maratone (la mia è dedicata alla 20K di Parigi). Attenzione alla taglia, perché numerazione europea e USA non corrispondono (per chi desidera una calzata più ambia meglio optare o per la classica taglia EU o per mezza taglia un più USA).

Upper: 6

Racing ma non troppo: è un po’ la sensazione generale che regala R1000 subito dal primo impatto, come anche dichiarato dalla stessa Joma. E l’upper non fa eccezione. La linguetta è semi-racing, sottile, leggermente imbottita, classica nel disegno, decisamente comoda e fissata lateralmente con due piccole alette elastiche.

I lacci sono i più classici che si possano trovare su una daily trainer, piatti e rettangolari e molto spessi. Comunque non hanno mai datio problemi di allacciatura con il doppio nodo.

La conchiglia è semi rigida e imbottita, con una finitura vellutata attorno al malleolo e dietro al tallone, con una piccola asola a nastro per aiutare nella calzata della scarpa.

Peso: 6,5

Il peso è nella fascia medio-alta per una scarpa racing: 255 grammi nella mia taglia US10,5 (240 grammi in quella di riferimento), quasi un peso da intermedia veloce, come potrebbe essere quasi inteso questo modello.

Una volta indossata il peso non si sente, soprattutto in corsa. Ma anche questa caratteristica aiuta a farla percepire proprio come un modello non estremo e più adatto ad un pubblico che si vuole avvicinare al mondo delle carpe racing.

Comfort: 6,5

La calzata, come detto, è molto classica. Una tomaia che abbraccia e si fissa molto bene al piede, quasi fosse una daily trainer. Diversa la sensazione sotto la pianta, più rigida e soprattutto con il rocker ad invogliare la corsa. Una mescola più morbida l’avrebbe resa davvero accogliente.

Reattività: 6,5

Che Joma R1000 permetta di correre sostenendo il passo è fuori dubbio. Durante le mie sessioni di ripetute ho sempre ricevuto il supporto che ricercavo. Ma, confrontandola con i modelli più recenti di scarpe racing concorrenti, risulta un passo indietro, in parte per la conformazione troppo dritta della piastra in carbonio, in parte per la mescola molto densa che la fanno percepire molto più rigida di quanto dovrebbe, soprattutto rivolgendosi ad un pubblico entry level nel mondo delle scarpe racing.

Se devo indicare un range al quale utilizzarla, propenderei per ritmi compresi tra i 3’40” e i 4’30”, ma soprattutto su distanze non troppo lunghe, al massimo fino alla mezza maratona, proprio a causa della troppo rigidità a cui rimane sottoposto il piede.

Durata massima stimata: 6,5

Se normalmente una scarpa da gara è valutata per durare circa 300 chilometri, la natura un po’ ibrida di Joma R1000 potrebbe regalarle qualche chilometro in più. L’altezza dell’intersuola e la densità della mescola FlyReactive sembrano poterla portare anche a 500 chilometri totali in gara prima di essere declassata a scarpa per lavori settimanali.

Rimane il dubbio sulla possibile durata del battistrada, molto morbido e grippante, ma altrettanto facilmente degradabile.

Rapporto qualità/prezzo: 8,5

Joma propone R1000 a un prezzo di 165 euro, già scontato a 155 euro sul sito ufficiale Joma, ma già disponibili in offerta a costo decisamente inferiore su siti di rivenditori terzi (guarda le migliori offerte nella nostra sezione scarpe).

Un costo decisamente concorrenziale rispetto alla concorrenza, secondo solo alla Kiprun KD900 LD premiata da The Running Club come migliore scelta per rapporto qualità/prezzo tra tutti i modelli del 2024, ma che aveva comunque un prezzo di lancio più alto (180 euro).

Joma R1000 diventa dunque un’opzione sicuramente da valutare, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla famiglia delle scarpe in carbonio o per i runner più esperti che vogliono una scarpa da utilizzare negli allenamenti di qualità.

Conclusioni e voto finale: 6,5

R1000 è il modello racing di super scarpa pensata da Joma per quei runner non troppo veloci che voglio provare l’ebrezza della piastra in carbonio. Una mescola meno densa e un po’ più morbida nell’intersuola avrebbe potuto dare un po’ più di famigliarità sia a chi è già abituato a calzare scarpe da gara, sia per chi le indossa la prima volta.

Una scarpa che si adatta a diverse tipologie di runner: come scarpa da gara per i più principianti che si spingono a ritmi nell’intorno dei 4 minuti al chilometro; come scarpa da allenamento per i podisti più veloci ed esperti che potrebbero invece ben sfruttarla negli allenamenti più impegnativi.

La sua struttura generale la rende adatta a runner anche non troppo leggeri, fino agli 85 kg di peso. E  anche grazie a una buona stabilità e protezione potrebbe essere utilizzata come scarpa da gara o allenamenti veloci da runner non eccessivamente iperpronatori.

Joma R1000

Joma R1000

Scarpa per le gare

Il punto di forza di Joma R1000 è nel prezzo: solo 155 euro, meno di molti modelli di daily trainer di ultima generazione.

joma R1000
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Dario Marchini
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal - Misure: altezza 177cm, peso 66kg, scarpe US10,5/EU44,5/28,5cm. Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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