La dura vita dell’influencer. La protagonista in questo caso è una fitness influencer cinese conosciuta sui social come Abeeeer, seguita da circa 530 mila follower, che durante la Maratona di Berlino del 27 settembre scorso è stata fotografata mentre viaggiava sul retro di una bicicletta. Dopo aver inizialmente presentato la propria prova come un nuovo personal best, la runner ha ammesso di aver violato il regolamento e si è scusata pubblicamente.
La vicenda ha avuto conseguenze anche sul piano commerciale: Brooks, che aveva sostenuto la sua partecipazione alla maratona, ha annunciato la fine immediata della collaborazione, riconoscendo anche di non aver verificato con sufficiente attenzione i dati della gara.
La foto che ha fatto esplodere il caso
Abeeeer aveva concluso la Berlin Marathon con il tempo di 4 ore 53 minuti, presentando il risultato come un nuovo personale. A far nascere i dubbi è stata però una fotografia scattata durante la gara, nella quale l’influencer appare seduta sulla parte posteriore di una bicicletta intorno al 38° chilometro.
L’immagine è stata rilanciata dall’account social Official Marathon Time Integrity Unit, progetto indipendente che analizza i risultati delle maratone alla ricerca di prestazioni anomale o di possibili irregolarità. L’account non è un organo ufficiale della Maratona di Berlino o di World Athletics, ma raccoglie e segnala casi sospetti attraverso l’analisi dei dati pubblici delle gare.
Nel caso di Abeeeer, alla fotografia si è aggiunto un dato particolarmente curioso: il segmento compreso tra il 35° e il 40° chilometro risulta essere stato il più veloce della sua gara.
Il dato che ha insospettito
Secondo i dati riportati dalle ricostruzioni pubblicate dopo la gara, Abeeeer avrebbe percorso i cinque chilometri tra il 30° e il 35° in 36 minuti e 51 secondi, mentre il successivo tratto, dal 35° al 40°, sarebbe stato completato in 30 minuti e 49 secondi. Una differenza di oltre sei minuti nel momento più impegnativo della gara. Difficile, ma possibile. Peccato che proprio in quella zona del percorso è stata scattata la fotografia che mostra l’influencer sulla bicicletta.
La spiegazione dell’influencer
Dopo la diffusione delle immagini, Abeeeer ha fornito una propria versione dei fatti. Secondo quanto riportato dai media cinesi, durante la gara avrebbe accusato problemi fisici, arrivando anche a vomitare e a cadere. In quel momento avrebbe deciso di farsi accompagnare in bicicletta da un amico con l’intenzione di ritirarsi dalla gara (crediamoci…).
La situazione sarebbe però cambiata quando le sarebbe stato fatto notare che mancavano circa quattro chilometri al traguardo e che avrebbe potuto ancora raggiungere il proprio obiettivo. L’influencer avrebbe quindi deciso di tornare al punto in cui era salita sulla bicicletta e riprendere la corsa.
Dal personal best alle scuse
Il caso è diventato ancora più delicato perché, dopo la gara, l’influencer aveva raccontato subito sui social la propria esperienza senza rendere pubblico l’episodio incriminato della bicicletta. Il 3 ottobre Abeeeer ha pubblicato una dichiarazione di scuse nella quale ha riconosciuto di aver violato le regole. Ha ammesso che il malessere accusato durante la gara non poteva rappresentare una giustificazione per il comportamento adottato e ha definito scorretto anche il fatto di aver nascosto successivamente l’episodio nelle comunicazioni sulla gara.
Dopo l’esplosione della polemica, alcuni contenuti relativi alla Maratona di Berlino sarebbero inoltre stati rimossi dai suoi profili social.
Brooks China interrompe la collaborazione
La vicenda ha avuto conseguenze immediate anche per il marchio che aveva accompagnato Abeeeer nella preparazione della gara.
Brooks China ha spiegato di aver conosciuto in anticipo i suoi programmi di preparazione e gli obiettivi per la Maratona di Berlino, fornendole anche il materiale tecnico per partecipare alla competizione. Dopo aver verificato quanto accaduto, l’azienda ha annunciato la cessazione della collaborazione, precisando che non lavorerà nuovamente con l’influencer.
Ancora più significativo è il mea culpa del brand. Brooks China ha riconosciuto di aver controllato il risultato finale e i materiali forniti dopo la gara, ma di non aver analizzato in maniera sufficientemente approfondita l’intero andamento della maratona, in particolare i dati relativi ai singoli segmenti.
Berlino e il problema delle irregolarità
La vicenda si inserisce, peraltro, in un tema che la Maratona di Berlino ha affrontato anche in occasione dell’edizione 2026.
Secondo l’emittente tedesca RBB, sono stati 94 gli atleti indicati come squalificati nelle classifiche generali della gara. L’organizzazione ha confermato che il numero è compatibile con gli anni precedenti e che una parte significativa delle squalifiche riguarda irregolarità, come tagli del percorso o scambi di pettorale.

