Se a Berlino il record mondiale è stato soltanto sfiorato nella gara élite, qualche centinaio di posizioni più indietro c’è stato comunque chi è riuscito a stabilire un nuovo primato. È il caso del russo Iskander Yadgarov, 35 anni, che ha chiuso la Berlin Marathon 2026 in 2h30’03”, poco davanti al nostro Andrea Soffientini, correndo a una media di circa 3’33” al chilometro con ai piedi un paio di Crocs giallo fluo.
Il precedente primato apparteneva al britannico Harley Smith, che la scorsa primavera aveva completato la London Marathon in 2h47’42”, anche lui indossando un paio di clogs in schiuma. Yadgarov ha quindi abbassato il limite di quasi 18 minuti. Com’è facilmente intuibile per riuscire ad ottenere una prestazione del genere Yadgarov non è un runner qualunque: è un atleta di ottimo livello, con un personale di 2h14’07” sulla distanza, ottenuto a Valencia nel 2023, e un primato di 1h02’35” nella mezza maratona.
Quella di Berlino non è stata però una semplice trovata dell’ultimo momento. Yadgarov aveva già sperimentato le Crocs in gara e aveva costruito nel tempo la sua particolare sfida. Lo scorso anno, per esempio, aveva corso la mezza maratona di Valencia proprio con un paio di Crocs gialle, fermando il cronometro attorno a 1h09’08”.
Ma come sono fatte le Crocs?
Le Crocs Classic utilizzate da Yadgarov, così come da altri atleti che nel corso degli anni si sono cimentati in imprese simili, sono clogs, una tipologia di calzatura che affonda le proprie origini negli zoccoli tradizionali chiusi. Il modello è realizzato principalmente in Croslite, il materiale proprietario sviluppato da Crocs, una schiuma a celle chiuse a base EVA, simile a quella utilizzata nelle classiche scarpe da running.
La struttura è quella inconfondibile del sabot: una tomaia ampia e poco strutturata, una pianta molto larga e una serie di fori nella parte superiore che favoriscono la ventilazione e il deflusso dell’acqua. Sul tallone è presente inoltre la classica fascia posteriore mobile, che può essere ruotata dietro il piede per aumentare la stabilità della calzata. Sono leggere, comode per camminare e pensate per un utilizzo quotidiano. Non sono, certamente, una scarpa da corsa progettata per affrontare 42 chilometri.
Il messaggio prima della partenza: “Che Dio protegga i miei piedi”
Yadgarov aveva annunciato la sua sfida sui social già prima della partenza, spiegando di essere arrivato a Berlino con un obiettivo molto preciso: battere il Guinness World Record della maratona corsa con le Crocs. Il messaggio scelto per accompagnare l’impresa era ironico, ma anche piuttosto azzeccato: “Dio protegga i miei piedi”. Una previsione quasi profetica, alla luce di quello che sarebbe successo dopo 42 chilometri.
Dopo il traguardo l’ironia ha lasciato spazio a una valutazione decisamente più concreta. Yadgarov ha infatti invitato gli altri runner a non ripetere il suo esperimento. “Non provate a farlo”, ha scritto rispondendo ai commenti arrivati dopo la sua impresa. E secondo quanto riportato da alcune fonti russe, il commento nel dopo gara sarebbe stato ancora più diretto. “È stato davvero doloroso. Non voglio riprovarci più”, avrebbe spiegato l’atleta, accompagnando le parole con fotografie dei piedi segnati dalla maratona.

