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Home » Primato italiano di maratona di Alex Schwazer… anzi no!
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Primato italiano di maratona di Alex Schwazer… anzi no!

A 41 anni Alex Schwazer ha vinto la maratona di marcia di Kelsterbach, un tempo che vale la migliore prestazione italiana sulla distanza, ma che ancora non può essere omologato. E se andasse agli Europei?
Dario MarchiniBy Dario Marchini3 Maggio 2026
Alex Schwazer (foto Fidal/Niccolo' Dametto)
Alex Schwazer (foto Fidal/Niccolo' Dametto)

Nel fine settimana che ha consegnato all’atletica mondiale la prima maratona corsa sotto le due ore, c’è stato anche un italiano capace di ritagliarsi un piccolo spazio, sempre sui 42 chilometri, ma di marcia. Alex Schwazer, a 41 anni, ha conquistato le strade di Kelsterbach, in Germania, imponendosi nella maratona di marcia valida per i campionati tedeschi della specialità. Il tempo finale, 3h01’55”, racconta una vittoria netta e una prestazione che vale molto di più di un semplice successo: miglior risultato italiano sulla distanza, terzo crono mondiale dell’anno e riferimento europeo stagionale.

Tre ore, un minuto e cinquantacinque secondi. Un numero che pesa. Anche perché la maratona di marcia è una disciplina introdotta proprio quest’anno nel programma internazionale, e Schwazer l’ha interpretata con l’esperienza di chi conosce il ritmo dell’attesa e il momento giusto per accelerare. Il suo tempo resta alle spalle soltanto dei due giapponesi Motofumi Suwa, autore di 2h58’21”, e Hiroto Jusho, che ha fermato il cronometro a 2h59’31”. In Europa, invece, il riferimento è già suo, davanti al 3h03’45” fatto segnare dall’ungherese Bence Venyercsan a Dudince.

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Il 3h01’55” rappresenta anche la migliore prestazione nazionale italiana, migliore del 3h03’55” realizzato da Andrea Agrusti lo scorso 25 ottobre a Zittau. La ratifica ufficiale come record italiano arriverà soltanto a fine stagione, considerando il miglior crono complessivo del 2026, ma il valore tecnico della prova non è in discussione. Anche perché, a livello internazionale, i parametri per i primati sono già fissati: 2h56:30 come standard per il record mondiale e 3h00:00 per quello europeo, validi a partire da questa stagione.

Per Schwazer si tratta dell’ennesima strada in salita. A Kelsterbach, alle porte di Francoforte, la gara è stata costruita con intelligenza e lucidità. L’azzurro ha impostato un’andatura controllata nella prima parte, transitando alla mezza in 1h32’39”, per poi aumentare progressivamente il ritmo nella seconda metà. Un “negative split” pulito e deciso, reso ancora più significativo da una mattinata ventosa e dall’assenza di avversari in grado di metterlo davvero sotto pressione. Alle sue spalle, il distacco è abissale: secondo lo slovacco Michal Duda in 3h27’14”.

Tesserato per l’Atletica San Biagio e campione olimpico della 50 chilometri ai Giochi di Pechino 2008, Alex Schwazer era tornato alle competizioni nel 2024 dopo otto anni di assenza forzata per squalifica. All’inizio di marzo aveva riassaggiato il clima di gara ai campionati italiani della mezza maratona di marcia ad Alessandria, dove però era stato fermato dai giudici dopo quattro cartellini rossi, proprio quando la competizione stava entrando nel suo momento decisivo. In Germania, invece, lo scenario è cambiato completamente: nessuna interruzione, nessun dubbio, solo una prestazione che ha riportato il cronometro al centro di tutto.

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Alex Schwazer agli Europei di Birminghasm?

E ora che cosa succede? A pochi mesi dai Campionati Europei di Atletica Leggera di Birmingham, European Athletics ha commentato con interesse la prestazione di Alex Schwazer nella maratona di marcia disputata a Kesterbach. Secondo la federazione continentale, l’altoatesino potrebbe tornare sul podio europeo per la prima volta dal titolo conquistato a Barcellona nel 2010, qualora decidesse di partecipare alla rassegna di quest’anno.

Un’eventualità che, è evidente, avrebbe anche un forte impatto mediatico: la presenza di un atleta del profilo di Schwazer garantirebbe visibilità all’evento e non è escluso che questo entusiasmo rappresenti un messaggio, neppure troppo indiretto, rivolto alla Fidal in vista di una possibile convocazione. Schwazer, dal canto suo, ha fatto sapere di poterne discutere con la federazione, pur chiarendo di non voler togliere spazio ad altri.

“Forse ho raggiunto un livello mai toccato prima, se non avessi trovato vento avrei ottenuto un tempo con tre minuti in meno – ha dichiarato Alex dopo la gara -. Ma quel che è successo in Germania vale ancora di più di quel che facevo da professionista. Perché oggi non vivo solo di marcia come una volta, sono un amatore, e la soddisfazione pensando a tutti i sacrifici miei e di chi mi sostiene è enorme. Non penso agli Europei di Birmingham, non voglio togliere il posto a nessuno, ma se la Federazione ne vuole parlare sono disponibile”. Ma alla luce dei riscontri cronometrici ottenuti, l’ipotesi non appare più solo teorica. Anche a 41 anni.

alex schwazer Maratona primato italiano
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Dario Marchini
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal | Misure: altezza 177 cm, peso 66 kg, scarpe US 10,5 / EU 44,5 / 28,5cm | Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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