World Athletics ha annunciato una decisione destinata a cambiare profondamente il volto dell’atletica leggera e della corsa su strada: a partire dal 2030 la maratona non farà più parte del programma dei Campionati Mondiali di atletica, ma avrà un proprio evento iridato autonomo, dedicato esclusivamente alle gare su strada. La distanza dei 42,195 chilometri resterà comunque nel calendario dei Mondiali tradizionali fino alle edizioni del 2027 e del 2029, prima di uscire definitivamente dal programma principale.
Alla base della decisione c’è la volontà di valorizzare ulteriormente una disciplina che, secondo i vertici federali, ha un peso simbolico e mediatico unico nel panorama sportivo. World Athletics ritiene che la maratona, per storia, partecipazione di massa e diffusione planetaria, meriti un palcoscenico dedicato, capace di raccontarne al meglio la tradizione e allo stesso tempo di rispondere alle esigenze dei calendari, con maggiore visibilità e importanza. L’idea è quella di creare un grande evento autonomo che non sia costretto a inserirsi nei ritmi serrati dei Mondiali di atletica leggera, dominati dalle prove di pista.
Cosa succederà dal 2030: non solo maratona
Dal 2030 prenderanno forma i Campionati Mondiali di Maratona, una rassegna iridata indipendente con cadenza annuale, nella quale le gare maschili e femminili si alterneranno di anno in anno, mantenendo quindi l’attuale frequenza biennale per categoria. Parallelamente continueranno a svolgersi anche i Mondiali di corsa su strada, che resteranno un evento separato.
World Athletics ha già avviato colloqui esplorativi per affidare ad Atene l’organizzazione della prima edizione, una scelta dal forte valore simbolico, considerando la capitale greca come la patria storica e spirituale della maratona.
I Mondiali di atletica leggera oggi
I Campionati Mondiali di atletica leggera rappresentano, da decenni, l’evento di punta della federazione internazionale. Si disputano con cadenza biennale e riuniscono in un’unica manifestazione le gare di pista, i concorsi e alcune specialità su strada, tra cui tradizionalmente la maratona e la marcia.
L’uscita della maratona dal programma segna quindi una vera e propria frattura con il passato, rafforzando l’idea di Mondiali sempre più centrati sulla pista e sulle prove che si svolgono all’interno dello stadio.
A spiegare le ragioni della riforma è stato in prima persona il presidente di World Athletics, Sebastian Coe. “Pochi eventi sportivi hanno il peso e la risonanza della maratona; rappresenta sia una prova delle massime prestazioni sia una celebrazione della partecipazione di massa”, ha dichiarato Coe, sottolineando come la creazione di un Mondiale dedicato sia un’occasione per onorare il patrimonio storico della disciplina e per costruire un campionato moderno, capace di riflettere lo spirito globale della comunità dei runner. Il numero uno di World Athletics ha più volte ricordato anche le difficoltà logistiche e ambientali legate alla collocazione della maratona nei Mondiali estivi, tra clima, calendario congestionato e concorrenza delle grandi maratone commerciali.
L’ipotesi Atene come sede inaugurale dei nuovi Mondiali di maratona non è casuale. Riportare la massima competizione iridata proprio dove la maratona è nata significa rafforzare il legame tra passato e futuro, tradizione e innovazione. World Athletics vede nella capitale greca il luogo ideale per lanciare una rassegna che ambisce a diventare centrale nel calendario internazionale, anche grazie al coinvolgimento della corsa amatoriale e del grande pubblico.
Pareri a confronto: favorevoli e contrari
Tra i sostenitori della scelta c’è chi vede nella separazione un’opportunità per restituire centralità alla maratona, evitando che venga percepita come un evento “laterale” all’interno dei Mondiali di atletica. Un Mondiale dedicato consentirebbe di scegliere periodi dell’anno e percorsi più adatti alle prestazioni, aumentando la probabilità di vedere al via i migliori interpreti della distanza, spesso oggi più orientati verso le World Marathon Majors. Inoltre, la possibilità di coinvolgere città iconiche e grandi eventi cittadini potrebbe ampliare ulteriormente il pubblico e l’impatto mediatico.
Non mancano però le voci critiche. Alcuni osservatori temono che questa scelta contribuisca a una frammentazione dell’atletica leggera, spezzando l’unità di una disciplina che ha sempre trovato nei Mondiali il suo punto di sintesi. L’alternanza annuale tra gara maschile e femminile solleva inoltre dubbi sul piano dell’equità e della chiarezza sia per gli atleti che per gli appassionati.
C’è infine chi teme che la maratona, separata dal contesto dei Mondiali, possa perdere parte della sua aura istituzionale, trasformandosi in un evento ibrido tra élite e manifestazione di massa.

