Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Se i grandi maratoneti italiani del passato avessero corso con le super scarpe di oggi

21 Aprile 2026

Maratona di Boston 2026: vittoria-bis per John Korir e Sharon Lokedi

20 Aprile 2026

Recensione Mizuno Hyperwarp Elite, la super scarpa equilibrata e affidabile

20 Aprile 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Se i grandi maratoneti italiani del passato avessero corso con le super scarpe di oggi
  • Maratona di Boston 2026: vittoria-bis per John Korir e Sharon Lokedi
  • Recensione Mizuno Hyperwarp Elite, la super scarpa equilibrata e affidabile
  • Ademe Cuneo e Alessia Tuccitto sono i Campioni Italiani di Maratona 2026
  • 130 anni per la Maratona di Boston 2026: tutto quello che devi sapere
  • Rimini Marathon: domani il Campionato Italiano di Maratona 2026
  • Hoka apre a Milano il suo primo flagship store in Italia
  • Gli esami del sangue del runner: quali parametri monitorare, perché e quando farli
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Kiprun
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Topo
    • Under Armour
  • News
  • Allenamenti

    Camminare per correre: differenze e benefici tra camminata e corsa

    1 Aprile 2026

    Ripetute con recupero attivo: l’allenamento che insegna a correre lontano

    15 Marzo 2026

    Intervista a Massimo Magnani: “È il cronometro, molto spesso, a creare limiti e barriere”

    27 Febbraio 2026

    4 allenamenti per migliorare la velocità anche in inverno

    26 Febbraio 2026

    Correre in inverno: l’effetto del freddo sulla corsa

    5 Febbraio 2026
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Milano Linate Runway Run: sold out in un’ora. Ultimi pettorali disponibili nei Cisalfa Store

    14 Aprile 2026

    Vola e corri in aeroporto, alla Milano Linate Runway Run

    14 Aprile 2026

    Perché correre una 5K, una distanza sottovalutata soprattutto dai runner amatori

    12 Aprile 2026

    Nadia Battocletti: 30’08”, nuovo record italiano nei 10K. Ancora primato europeo per Jimmy Gressier nei 5K

    4 Aprile 2026

    Mezza Maratona d’Italia 2026 – Memorial Enzo Ferrari: buona la seconda

    29 Marzo 2026

    Un anno dopo: al via la Mezza Maratona d’Italia

    28 Marzo 2026

    Poker alla Scarpa d’Oro di Vigevano per Andrea Soffientini

    16 Marzo 2026

    Jacob Kiplimo firma (di nuovo) il record del mondo di mezza maratona

    8 Marzo 2026

    Maratona di Boston 2026: vittoria-bis per John Korir e Sharon Lokedi

    20 Aprile 2026

    Ademe Cuneo e Alessia Tuccitto sono i Campioni Italiani di Maratona 2026

    19 Aprile 2026

    130 anni per la Maratona di Boston 2026: tutto quello che devi sapere

    19 Aprile 2026

    Rimini Marathon: domani il Campionato Italiano di Maratona 2026

    18 Aprile 2026

    Gaia Sabbatini vola nel M11 Track Club di Manchester

    7 Aprile 2026

    2026, l’anno della rivincita? Andrea Soffientini: “Voglio tornare sotto i 30′ nei 10.000”

    3 Aprile 2026

    Zaynab Dosso, oro mondiale nei 60 metri indoor: il lampo azzurro illumina Toruń

    21 Marzo 2026

    Nadia Battocletti, oro mondiale: l’Italia torna sul tetto del mondo nei 3000 metri indoor

    21 Marzo 2026

    Tutte le anime del trail running: distanze, formati e le diverse tipologie di gare off-road

    7 Aprile 2026

    Intervista a Martina Bilora: “Mi piace mettermi in gioco, cambiare stimoli e confrontarmi su sfide sempre differenti”

    4 Aprile 2026

    NNormal e la nuova gamma 2026 per il trail running: Cadì, Tomir 02 e Kjerag 02

    22 Marzo 2026

    Davide Perego e Nicola Castellazzi, il nuovo “Team Trail” di The Running Club

    16 Marzo 2026

    Maratona di Boston 2026: vittoria-bis per John Korir e Sharon Lokedi

    20 Aprile 2026

    Ademe Cuneo e Alessia Tuccitto sono i Campioni Italiani di Maratona 2026

    19 Aprile 2026

    130 anni per la Maratona di Boston 2026: tutto quello che devi sapere

    19 Aprile 2026

    Rimini Marathon: domani il Campionato Italiano di Maratona 2026

    18 Aprile 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Recensione Mizuno Neo Zen 2: è ancora la numero uno?
Scarpe

Recensione Mizuno Neo Zen 2: è ancora la numero uno?

Mizuno Neo Zen 2 rinuncia all’effetto wow della prima versione per diventare più stabile e universale: meno magia, più controllo, più protezione.
Andrea SoffientiniBy Andrea Soffientini7 Marzo 2026
La nuova Mizuno Neo Zen 2
La nuova Mizuno Neo Zen 2

Lo scorso anno la Mizuno Neo Zen aveva letteralmente messo tutti d’accordo. Una scarpa sorprendente, quasi fuori scala per la categoria, capace di offrire un’ammortizzazione estremamente morbida, una risposta elastica e una sensazione di corsa che aveva fatto innamorare tantissimi runner. Per noi era stata, senza mezzi termini, la “scarpa dell’anno”.

Con queste premesse, il debutto della Mizuno Neo Zen 2 non poteva che essere accompagnato da aspettative altissime. Un’eredità pesante, quasi ingombrante. Il nuovo modello aveva un compito tutt’altro che semplice: correggere i principali limiti della prima versione — in particolare instabilità, allacciatura e protezione del tallone — senza però snaturare quell’effetto wow che aveva reso la Neo Zen così speciale.

La direzione intrapresa da Mizuno è però chiara fin da subito: rendere la Neo Zen 2 una scarpa più stabile, più protettiva e soprattutto più accessibile, pensata non solo per runner “dai piedi educati”, ma per una platea molto più ampia. In altre parole, una scarpa più democratica, adatta a chi corre a ritmi tranquilli, a chi ha un appoggio meno preciso o a chi cerca una daily trainer solida e affidabile per macinare chilometri.

Dopo circa 150 km di test per Andrea e oltre 60 km per Paolo, prevalentemente a ritmi lenti e medi, siamo pronti a raccontarvi come va davvero la Neo Zen 2, cercando — come sempre — di essere il più obiettivi possibile.

Battistrada: 7

Il battistrada utilizza la collaudata mescola X10, una gomma al carbonio ad alta resistenza, da anni sinonimo di durabilità in casa Mizuno. Rispetto alla prima versione, il disegno è stato rivisto in modo evidente: più tassellatura e maggiore copertura di gomma, soprattutto nelle zone di maggiore usura.

Durante i test, l’usura si è confermata contenuta e perfettamente in linea con le aspettative di una daily trainer pensata per durare. Il grip è buono sull’asfalto asciutto e su superfici compatte, mentre resta solo discreto sul bagnato e su terreni insidiosi come brecciolino o sabbia umida. Sul fango, invece, i limiti sono evidenti: non è il suo terreno ideale.

Uno degli interventi più significativi riguarda però le dimensioni dell’impronta a terra. Si passa infatti da 115–95 mm della Neo Zen a 120–100 mm della Neo Zen 2, con un aumento di circa 5 mm sia in avampiede sia al tallone. Una scelta che si traduce immediatamente in maggiore stabilità, sicurezza nei cambi di direzione e una sensazione di appoggio più solido per tutta la durata della corsa.

Intersuola: 7

Qui si concentra senza dubbio il cambiamento più discusso e divisivo dell’intero progetto Neo Zen 2. Mizuno ha scelto di abbandonare il TPU supercritico della prima versione, autentico protagonista di quell’effetto wow immediato che aveva conquistato tantissimi runner, per passare a una EVA iniettata d’azoto. Una soluzione più tradizionale, meno spettacolare al primo impatto, ma anche più gestibile, più controllabile e coerente con l’idea di una scarpa pensata per un utilizzo quotidiano e per un pubblico più ampio.

Dal punto di vista delle geometrie, i numeri restano importanti e confermano il posizionamento della Neo Zen 2 nel segmento delle daily trainer moderne ad alto stack. L’intersuola misura circa 40,5 millimetri nel tallone e 34,5 millimetri nell’avampiede, con un drop di 6 millimetri che favorisce una corsa abbastanza naturale senza risultare troppo invasivo.

Rimane inoltre la tecnologia Smooth Speed Assist, progettata per accompagnare il piede in una transizione tallone‑punta fluida grazie a una geometria rocker ben studiata. Sulla carta il concetto è chiaro e sensato, ma nella pratica la sensazione risulta meno evidente rispetto a quanto accadeva sulla Neo Zen originale. In particolare, chi tende ad appoggiare già di mesopiede o di avampiede percepisce meno il contributo attivo di questa tecnologia, che appare più “guidata” e meno dinamica rispetto al passato

La nuova Mizuno Neo Zen 2

Nel complesso, l’intersuola della Neo Zen 2 restituisce una corsa meno elastica e meno “plush”, perdendo quella risposta quasi iper‑morbida che aveva reso iconica la prima versione. In compenso, però, guadagna in stabilità, soprattutto per runner di peso medio‑alto o per chi cerca una scarpa che non si muova troppo sotto il piede dopo molti chilometri. È una scelta perfettamente coerente con l’obiettivo dichiarato di Mizuno: trasformare la Neo Zen in una scarpa più universale e più facile da interpretare.

Tomaia: 7,5

La tomaia in knit è stata ridisegnata per offrire una calzata più equilibrata. Rispetto alla prima versione è più ampia in avampiede, lasciando maggiore libertà alle dita, ma allo stesso tempo più strutturata e contenitiva.

La sensazione al piede è di grande comfort, con una calzata che risulta meno “abbondante” in lunghezza rispetto alla Neo Zen. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, non è più necessario scendere di mezzo numero: la taglia standard è quella giusta. Buona anche la gestione del clima: traspirabilità adeguata e nessun problema di surriscaldamento, nemmeno sulle distanze più lunghe.

La nuova Mizuno Neo Zen 2

Upper: 8

Qui Mizuno ha fatto un lavoro eccellente. L’upper è stato completamente ridisegnato, risolvendo quelli che erano i difetti più evidenti del primo modello.

La linguetta ora è indipendente, non più integrata nella tomaia, ed è cucita solo alle estremità. Il nuovo sistema di allacciatura con occhielli rinforzati e lacci tradizionali permette di stringere la scarpa in modo efficace e preciso, eliminando i fastidiosi arricciamenti che affliggevano la Neo Zen. Nelle prime uscite si può avvertire un leggero fastidio nella parte alta del collo del piede (che qualcuno aveva già sperimentato con la prima versione), ma è una sensazione transitoria che scompare dopo pochi chilometri.

Completamente rivista anche la zona del tallone: più imbottitura, schiume cucite alla tomaia e una conchiglia interna più rigida, che migliorano in modo netto stabilità e contenimento.

La nuova Mizuno Neo Zen 2

Peso: 7

Il peso dichiarato della Mizuno Neo Zen 2 si attesta sui 247 grammi nella misura US 9.5 (245 nella taglia di riferimento), a fronte dei 240 grammi del modello precedente. Un incremento di appena 7 grammi, un valore che nella pratica risulta sostanzialmente impercettibile una volta indossata la scarpa e che difficilmente incide sulla sensazione di corsa, soprattutto nell’utilizzo quotidiano per cui questo modello è stato progettato.

Considerando il segmento di riferimento, il peso della Neo Zen 2 rimane assolutamente competitivo. Per una daily trainer pensata per accompagnare i runner negli allenamenti di tutti i giorni, anche su distanze medio‑lunghe, restare sotto la soglia dei 250 grammi significa offrire un equilibrio riuscito tra leggerezza, comfort e sostanza.

Comfort: 6,5

Il cambio di mescola è immediatamente percepibile e incide in modo netto sull’esperienza di corsa. Al primo impatto, la Neo Zen 2 non restituisce più quella sensazione travolgente che aveva caratterizzato la versione precedente: l’effetto wow istantaneo, quello che faceva innamorare appena infilata la scarpa, qui semplicemente non c’è più. La risposta dell’intersuola è diversa, più composta, meno esplosiva, e questo è un aspetto che chi ha amato profondamente la Neo Zen noterà fin dai primi passi.

La nuova Mizuno Neo Zen 2

La Neo Zen 2 rimane comunque una scarpa confortevole, relativamente morbida e adatta alle lunghe distanze, ma la corsa risulta un po’ più “secca” e meno giocosa. È una sensazione che alcuni runner apprezzeranno, altri meno, soprattutto chi aveva amato visceralmente la prima versione.

Protezione: 7,5

In questo ambito la Neo Zen 2 compie un passo avanti netto e facilmente percepibile rispetto al modello precedente. L’insieme degli interventi strutturali messi in campo da Mizuno — un’intersuola più compatta e controllata, una base d’appoggio sensibilmente più ampia, un upper più costruito e un tallone finalmente ben imbottito e contenitivo — si traduce in una scarpa più stabile, più sicura e decisamente più rassicurante in ogni fase dell’appoggio.

È una daily trainer che si lascia utilizzare senza problemi anche da runner più pesanti, da chi ha una leggera iperpronazione o da chi affronta lunghi a ritmi tranquilli.

Durata: 7

Dopo i primi chilometri percorsi, i segni di usura risultano ancora estremamente contenuti. Il battistrada in mescola X10 continua a dimostrare tutta la sua affidabilità, confermando una resistenza elevata all’abrasione, mentre la tomaia si presenta tuttora in condizioni praticamente perfette, senza cedimenti o punti di stress evidenti.

La nuova Mizuno Neo Zen 2

I classici 800 chilometri di vita utile appaiono quindi ampiamente alla portata, con la concreta possibilità di spingersi anche oltre rispetto a quanto riscontrato sul modello precedente, soprattutto grazie a una struttura complessiva ora più solida e robusta.

Rapporto qualità/prezzo: 7,5

Il prezzo di listino rimane fissato a 150 euro, senza variazioni rispetto al modello precedente (guarda qui le migliori offerte). In un contesto di mercato in cui molte daily trainer di fascia comparabile arrivano con facilità a superare i 180 o addirittura i 200 euro, la Mizuno Neo Zen 2 riesce a posizionarsi in modo particolarmente competitivo.

A questa cifra offre infatti un pacchetto completo fatto di buona durata nel tempo, comfort adeguato per l’uso quotidiano e una versatilità che le consente di adattarsi a un’ampia tipologia di runner, rendendola una proposta concreta e interessante nel panorama attuale delle scarpe da allenamento.

Mizuno Neo Zen 2

Mizuno Neo Zen 2

Scarpa per corse di tutti i giorni

Voto finale 7,2

Stabilire se la Neo Zen 2 sia complessivamente migliore o peggiore rispetto alla prima versione non è affatto immediato e dipende molto dal punto di vista con cui la si osserva. Il giudizio, inevitabilmente, cambia in base alle aspettative e al tipo di runner che la indossa.

È indubbio che questa seconda versione risulti più stabile, più protettiva e più adatta a una platea ampia di corridori, soprattutto a chi cerca una scarpa affidabile per l’allenamento quotidiano. Allo stesso tempo, però, viene a mancare una parte di quell’incanto che aveva reso la Neo Zen originale così speciale e memorabile, in particolare per i runner più esperti, leggeri e sensibili alle sensazioni di corsa.

In sintesi, il messaggio è chiaro: meno estrema, più universale. Una scarpa che rinuncia a una parte della sua magia originaria, ma che in cambio guadagna solidità, controllo e sostanza, diventando una compagna più prevedibile e rassicurante per macinare chilometri giorno dopo giorno.

mizuno Neo Zen neo zen 2 prova recensione test
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleIl ritorno di Alex Schwazer a 41 anni ai campionati italiani di marcia
Next Article Adidas Hyperboost Edge, la super trainer che unisce Boost e Peba
Andrea Soffientini
  • Website
  • Facebook
  • Instagram

Allenatore, insegnante e bevitore di birra artigianale e Campari. Amo gli sport in generale in particolare la pallacanestro che ho praticato per anni con scarsissimi risultati. Amo l'atletica leggera in toto perché è uno sport di fatica e sacrifici ma che sono sempre ampiamente ripagati - Misure: altezza 175cm, peso 65kg, scarpe US9,5/EU43/27,5cm. Velocità riferimento sui 10K: 3'00" al km.

Post Correlati

Se i grandi maratoneti italiani del passato avessero corso con le super scarpe di oggi

21 Aprile 2026

Recensione Mizuno Hyperwarp Elite, la super scarpa equilibrata e affidabile

20 Aprile 2026

Le caratteristiche delle scarpe da corsa per camminare e quattro diversi modelli a confronto

15 Aprile 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Se i grandi maratoneti italiani del passato avessero corso con le super scarpe di oggi

Dario Marchini21 Aprile 2026 News

La maratona è sempre stata raccontata come la disciplina più pura dell’atletica: una sfida diretta…

Maratona di Boston 2026: vittoria-bis per John Korir e Sharon Lokedi

20 Aprile 2026

Recensione Mizuno Hyperwarp Elite, la super scarpa equilibrata e affidabile

20 Aprile 2026

Ademe Cuneo e Alessia Tuccitto sono i Campioni Italiani di Maratona 2026

19 Aprile 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.