Oggi è lei il riferimento assoluto tra le maratonete in attività. Fotyen Tesfay, etiope di 28 anni, ha scelto Barcellona per presentarsi al mondo della maratona e lo ha fatto nel modo più clamoroso possibile: 2 ore, 10 minuti e 53 secondi al debutto. Alla prima volta sui 42 chilometri ha corso con una naturalezza disarmante, come se quella distanza le appartenesse da sempre. Ha vinto, certo, ma soprattutto ha scosso ogni certezza, firmando una prestazione che la proietta immediatamente al secondo posto di sempre nella storia della maratona femminile, a meno di un minuto dal primato mondiale di Ruth Chepngetich, oggi al centro di una squalifica per doping.
Barcellona, una gara solo per il secondo posto
La sensazione, seguendo la corsa, è stata chiara fin dai primi chilometri. Fotyen Tesfay non stava “provando” la maratona. La stava attaccando. Il ritmo imposto sin dall’inizio ha progressivamente svuotato la gara di ogni suspense per la vittoria, trasformandola in una lunga e solitaria cavalcata verso il traguardo.
Dietro di lei, il vuoto. Joan Jepkosgei Kiplimo ha chiuso seconda in 2h18’42”, Zeineba Yimer terza in 2h18’49”. Otto minuti di distacco. La corsa, di fatto, è esistita solo per definire il resto del podio. Un dettaglio che rende ancora più evidente la portata della sua prestazione: Tesfay ha fatto gara a sé, arrivando persino davanti a tutti gli uomini impegnati nel campionato spagnolo, il cui primo classificato ha chiuso oltre i 2h13.
C’è un particolare, lo abbiamo già detto, che rende tutto questo ancora più irreale: Fotyen Tesfay non aveva mai corso una maratona. Classe 1998, mezzofondista di formazione, arrivava a Barcellona con un curriculum già importante ma ancora “in costruzione” sulla lunga distanza. Eppure i passaggi parlano da soli. Poco più di 31 minuti al decimo chilometro, 1h05’03” alla mezza maratona, 1h32’ al trentesimo, 2h03’31” al quarantesimo. Una progressione regolare, lucida, quasi spietata, che racconta di una gestione della gara da veterana più che da debuttante.
Chi è Fotyen Tesfay
Per capire come sia stato possibile, bisogna guardare indietro. Fotyen Tesfay arriva dalla pista, dai 5.000 e dai 10.000 metri, dove ha già dimostrato di poter stare stabilmente tra le migliori al mondo. Settima alle Olimpiadi di Parigi 2024 sui 10.000, ottava ai Mondiali sulla stessa distanza, aveva già lasciato segnali chiarissimi anche su strada, con una mezza maratona corsa in 1h03’21”, una delle migliori prestazioni di sempre, proprio quando il connazionale Yomif Kejelcha aveva realizzato il primato mondiale nel 2024 a Valencia. Barcellona non è stata un’esplosione improvvisa, ma la naturale evoluzione di un talento che stava solo aspettando il palcoscenico giusto. E forse anche il coraggio di provarci senza freni.
Con questo tempo, Fotyen Tesfay è oggi la seconda donna più veloce della storia in maratona. Davanti a lei resta solo il 2h09’56” corso a Chicago nel 2024 da Ruth Chepngetich. Un record che continua a far discutere, anche alla luce della successiva squalifica della keniana per violazioni antidoping, ma che al momento rimane ufficialmente valido.
Dietro a Fotyen Tesfay, scivolano nomi pesantissimi: Tigst Assefa, terza all-time con 2h11’53”, e Sifan Hassan, campionessa olimpica, quarta con 2h13’44”. Un cambio di gerarchie netto, improvviso, che obbliga a riformulare le aspettative future. E che porta a non escludere nessuno da ciò che è possibile fare.

