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Autore: Dario Marchini
“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal - Misure: altezza 177cm, peso 66kg, scarpe US10,5/EU44,5/28,5cm. Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.
Oltre 36.000 runner provenienti da 166 Paesi hanno invaso la Capitale, trasformandola in una festa globale dello sport, mentre 29.943 atleti hanno tagliato ufficialmente il traguardo. La gara ha regalato emozioni intense, dal nuovo primato femminile firmato da Pascaline Kibiwot al testa a testa maschile che ha premiato Asbel Rutto.
La vittoria di Zaynab Dosso nei 60 metri ai Mondiali indoor di Toruń rappresenta uno dei momenti più brillanti dell’atletica italiana contemporanea. Con un tempo di 7 secondi netti, la velocista azzurra ha dominato una finale di altissimo livello, precedendo la statunitense Jacious Sears e la campionessa olimpica Julien Alfred.
Nell’ultimo, decisivo giro dei 3000 metri ai Mondiali indoor di Toruń, Nadia Battocletti ha trasformato una finale tesa in un capolavoro tattico. Con un’accelerazione netta e impeccabile, la mezzofondista trentina ha rotto gli equilibri del gruppo, conquistando l’oro in 8’57”64 davanti a Emily Mackay e Jessica Hull.
Mai così grande, mai così ambita. L’edizione 2026 della Run Rome The Marathon è pronta a entrare nella storia come l’edizione dei record, la più imponente di sempre. Domenica 22 marzo, alle 8.00, dai Fori Imperiali, si lanceranno in gara 36mila maratoneti provenienti da 166 Paesi, un mosaico internazionale che colloca ormai la corsa romana tra le maratone più partecipate al mondo.
Il caso “StravaLeaks” ha scosso la Francia dopo che un giovane ufficiale della Marina ha inconsapevolmente rivelato la posizione della portaerei Charles de Gaulle registrando una corsa con l’app Strava. L’allenamento, sincronizzato automaticamente e pubblicato tramite un profilo pubblico, ha permesso di tracciare in tempo reale l’ubicazione dell’unità militare nel Mediterraneo, in un contesto geopolitico già estremamente teso.
La Maratona di Parigi 2026 introduce una parziale retromarcia sulle regole dei ristori dopo le criticità emerse alla Mezza: code, rallentamenti e difficoltà nel riempire le borracce personali imposte dal nuovo modello “plastic free”. Per evitare ulteriori disagi, gli organizzatori offriranno bottiglie preriempite ai runner capaci di mantenere un ritmo sotto le 2 ore e 50.
Diadora ha presentato la nuova Gara Carbon 3 in un luogo simbolo della velocità e della ricerca estrema: il Misano World Circuit, nel cuore della Motor Valley. A raccontarla Gelindo Bordin che ci ha spiegato il ruolo chiave del carbonio nella filosofia di questa scarpa.
I Campionati Mondiali di atletica indoor 2026 trasformano Toruń, in Polonia, nel centro dell’atletica mondiale dal 20 al 22 marzo. L’Italia si presenta con una spedizione record di 26 atleti, equamente divisi tra uomini e donne, guidata da campioni affermati e giovani promesse.
Il debutto di Fotyen Tesfay nella maratona ha sorpreso il mondo della corsa. A Barcellona, l’etiope di 28 anni ha vinto la sua prima gara sui 42,195 chilometri fermando il cronometro su uno straordinario 2h10’53”, seconda prestazione di sempre nella storia della maratona femminile.
The Running Club presenta il suo nuovo Team Trail con l’ingresso di Davide Perego e Nicola Castellazzi. Due atleti diversi per età e percorso sportivo, ma accomunati da una visione moderna della corsa, capace di unire strada e montagna. Dall’asfalto ai sentieri più tecnici, il loro racconto mostra come il trail non sia un mondo separato, ma un’estensione naturale della corsa, fatta di numeri, sensazioni, adattamento e continua ricerca dell’equilibrio.
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