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Autore: Dario Marchini
“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal - Misure: altezza 177cm, peso 66kg, scarpe US10,5/EU44,5/28,5cm. Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.
Il caso “StravaLeaks” ha scosso la Francia dopo che un giovane ufficiale della Marina ha inconsapevolmente rivelato la posizione della portaerei Charles de Gaulle registrando una corsa con l’app Strava. L’allenamento, sincronizzato automaticamente e pubblicato tramite un profilo pubblico, ha permesso di tracciare in tempo reale l’ubicazione dell’unità militare nel Mediterraneo, in un contesto geopolitico già estremamente teso.
La Maratona di Parigi 2026 introduce una parziale retromarcia sulle regole dei ristori dopo le criticità emerse alla Mezza: code, rallentamenti e difficoltà nel riempire le borracce personali imposte dal nuovo modello “plastic free”. Per evitare ulteriori disagi, gli organizzatori offriranno bottiglie preriempite ai runner capaci di mantenere un ritmo sotto le 2 ore e 50.
Diadora ha presentato la nuova Gara Carbon 3 in un luogo simbolo della velocità e della ricerca estrema: il Misano World Circuit, nel cuore della Motor Valley. A raccontarla Gelindo Bordin che ci ha spiegato il ruolo chiave del carbonio nella filosofia di questa scarpa.
I Campionati Mondiali di atletica indoor 2026 trasformano Toruń, in Polonia, nel centro dell’atletica mondiale dal 20 al 22 marzo. L’Italia si presenta con una spedizione record di 26 atleti, equamente divisi tra uomini e donne, guidata da campioni affermati e giovani promesse.
Il debutto di Fotyen Tesfay nella maratona ha sorpreso il mondo della corsa. A Barcellona, l’etiope di 28 anni ha vinto la sua prima gara sui 42,195 chilometri fermando il cronometro su uno straordinario 2h10’53”, seconda prestazione di sempre nella storia della maratona femminile.
The Running Club presenta il suo nuovo Team Trail con l’ingresso di Davide Perego e Nicola Castellazzi. Due atleti diversi per età e percorso sportivo, ma accomunati da una visione moderna della corsa, capace di unire strada e montagna. Dall’asfalto ai sentieri più tecnici, il loro racconto mostra come il trail non sia un mondo separato, ma un’estensione naturale della corsa, fatta di numeri, sensazioni, adattamento e continua ricerca dell’equilibrio.
Le ripetute con recupero attivo rappresentano una delle metodologie più efficaci e spesso fraintese nell’allenamento per la corsa su strada. Lontane dall’idea classica di prove veloci intervallate da recuperi lenti o passivi, queste sedute si basano su un principio diverso: mantenere alta l’intensità anche nella fase di recupero, correndo a ritmo gara o leggermente più lento.
La nuova HOKA Mach 7 rappresenta l’evoluzione di una delle scarpe più apprezzate per gli allenamenti veloci su strada. Mantiene l’anima reattiva della linea Mach, ma si rinnova con un design più essenziale, un peso ridotto e una tomaia ancora più traspirante.
Eliud Kipchoge ha scelto l’Africa per aprire un nuovo capitolo della sua carriera leggendaria. A 41 anni, il più grande maratoneta di sempre debutterà sul suolo africano alla Cape Town Marathon, prima tappa del progetto “Eliud’s Running World”, che lo porterà a correre una maratona in ciascuno dei sette continenti.
Molto prima dell’era delle super scarpe, Fila aveva già anticipato il futuro. Nel 1997 la Silva Racer introduceva una placca in carbonio-Kevlar pensata per migliorare l’efficienza di corsa, indossata da campioni come Moses Tanui e German Silva. Una tecnologia rivoluzionaria, rimasta però confinata all’élite a causa dei limiti dei materiali dell’epoca.
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