Nei 60 metri, tutto accade in un battito di ciglia. E a Toruń, nella finale dei Mondiali indoor, in quel battito si è infilata Zaynab Dosso. La velocista azzurra ha trasformato sette secondi netti (7″00) in un concentrato di potenza e controllo, andando a prendersi l’oro mondiale e il ruolo di protagonista della rassegna polacca. Sulla pista della Kujawsko-Pomorska Arena non c’è stata partita: l’azzurra è scattata come un fulmine, ha guadagnato centimetri fondamentali nei primi appoggi e non ha più concesso nulla alle rivali. Davanti a lei è rimasta solo la linea del traguardo, attraversata con una superiorità che ha azzerato ogni dubbio.
La finale era una delle più attese dell’intera manifestazione. Da una parte Jacious Sears, statunitense dal talento cristallino; dall’altra Julien Alfred, campionessa olimpica della velocità. Ma quando i blocchi si sono aperti, la scena è diventata immediatamente tutta azzurra. Dosso ha preso la testa nei primissimi metri, mantenendo una frequenza perfetta e un assetto impeccabile, mentre Sears e Alfred tentavano un inseguimento destinato a rimanere tale.
Quella della Dosso, per l’Italia è il terzo oro della rassegna, dopo quelli di Andy Díaz nel salto triplo e Nadia Battocletti nei 3000 metri. Un bottino che porta la nazionale al comando del medagliere, davanti agli Stati Uniti. Per Zaynab, invece, è un traguardo che completa un percorso di progressione costante: dopo il bronzo agli Europei indoor e l’argento ai Mondiali di Nanchino, il titolo iridato era l’obiettivo più ambizioso. E ora può permettersi di guardare ancora più lontano: del resto, non sarebbe la prima volta che un campione inizia la propria scalata olimpica proprio su questa pista. Marcell Jacobs, nel 2021, cominciò qui la rincorsa all’oro olimpico.
Chi è Zaynab Dosso
Zaynab Dosso ha 26 anni, è nata in Costa d’Avorio e vive in Italia dall’età di nove anni. Cresciuta sportivamente a Rubiera, oggi si allena a Roma, in un percorso che ha richiesto pazienza, disciplina e un lavoro tecnico raffinato, soprattutto sulla fase di reazione e sulla transizione. La sua storia sportiva è diventata simbolo di crescita e appartenenza: un talento che l’Italia ha accompagnato e che oggi restituisce risultati di portata storica.
L’altra azzurra in gara, Kelly Doualla, ha chiuso ottava, completando comunque una presenza significativa in finale.

