Un tempo erano il trail, poi le ultra, il triathlon, quindi l’OCR, ovvero le corse ad ostacoli. Oggi l’opzione per chi si stanca di correre sull’asfalto e vuole provare qualcosa di nuovo e diverso, ma non troppo, si chiama Hyrox. Ma vale anche l’opposto: appassionati di fitness desiderosi di avvicinarsi alla corsa, senza limitarsi a pesi e macchine. E la risposta resta identica, Hyrox, un universo che fonde corsa e workout funzionale ad alta intensità, moderno, dinamico e sempre più trasversale.
Hyrox ha ridefinito il concetto di competizione indoor, alternando chilometri di corsa a esercizi funzionali come sled push, wall ball, affondi con sandbag e farmer carry. Se fino a poco tempo fa gli atleti sono stati costretti a scegliere tra modelli da running, rapidi ma instabili sotto carichi e movimenti complessi, e scarpe da training, stabili ma poco reattive durante la corsa, oggi è emersa la necessità di creare una scarpa realmente dedicata. Alcuni brand sono intervenuti con piccoli aggiustamenti alle calzature da corsa o da palestra, cercando di adattarle a questo nuovo scenario, senza però stravolgerne l’identità.
Modelli come le Puma Elite Hyrox hanno tracciato una nuova strada, ma con Adizero Dropset Elite, Adidas prova invece a superare il compromesso e apre una nuova categoria di scarpe dedicate, ibride, performanti. La proposta Adidas mira a compiere un salto di qualità, sfruttando due linee iconiche del brand tedesco: Adizero e Dropset.


Adizero e Dropset: due mondi che si incontrano
Il nome Adizero Dropset Elite racconta già molto della filosofia del progetto. “Adizero” è sinonimo di velocità pura, leggerezza e ritorno di energia, una famiglia di scarpe che ha contribuito a oltre 200 vittorie e decine di record mondiali. “Dropset” richiama invece il mondo del training funzionale, dove stabilità, controllo e contatto con il suolo sono fondamentali. L’aggettivo “Elite” chiarisce il posizionamento: una scarpa da gara, pensata per gli atleti più ambiziosi e per il massimo livello competitivo.
Adizero Dropset Elite è il risultato di un lungo lavoro di ricerca e sviluppo presso l’Innovation Lab adidas di Herzogenaurach, in Germania, ma soprattutto di un confronto continuo con gli atleti. Il modello è stato sviluppato insieme a nomi di riferimento del circuito HYROX come il due volte campione del mondo Tim Wenisch, oltre a Graham Halliday, Ella Wilkinson, Fabian Eisenlauer, Jana Lebenstedt e Jennifer Muir. I feedback raccolti direttamente in gara hanno influenzato ogni dettaglio, dal grip sulla moquette alla stabilità nei movimenti più critici.
Adizero Dropset Elite: come sono fatte
Il cuore tecnico della Adizero Dropset Elite è l’intersuola in Lightstrike Pro, la stessa schiuma utilizzata nei modelli da running più veloci di Adidas. Il materiale è progettato per offrire leggerezza estrema e un ritorno di energia elevato, caratteristiche fondamentali nei tratti di corsa che, in una gara Hyrox, possono fare la differenza. L’altezza dell’intersuola è importante ma ben bilanciata, con 44 mm nel tallone e 32 mm nell’avampiede, a cui si aggiunge una soletta interna da 4 mm.
A rendere la scarpa davvero ibrida è l’Energy Rim, anello in carbonio che corre lungo il perimetro dell’intersuola e che ha il compito di guidare il movimento del piede e aumentare la stabilità, soprattutto nella zona del tallone e nella parte posteriore. Questo elemento diventa cruciale durante esercizi come i wall ball o gli affondi con carichi, dove una scarpa troppo morbida rischierebbe di far perdere controllo. Il drop da 12 mm è stato scelto per favorire una postura biomeccanicamente efficiente e aiutare l’atleta a mantenere una posizione più naturale anche sotto fatica.
Uno degli aspetti più delicati nelle competizioni ibride è la trazione su superfici diverse. Il battistrada della Adizero Dropset Elite utilizza un sottile strato di gomma Continental con un disegno a diamante, applicato strategicamente per garantire aderenza su moquette, pavimenti indoor e superfici lisce. Il risultato è un grip sicuro e prevedibile, fondamentale durante sled push, sled pull e cambi di direzione rapidi.
La tomaia è progettata per offrire contenimento e supporto senza sacrificare la leggerezza, un equilibrio essenziale in una scarpa da gara. All’interno troviamo la soletta Footadapt, che gli amanti del fitness conoscono già dalle Dropset 4, che aumenta la consapevolezza del piede e aiuta a controllare il movimento sia nella corsa sia negli esercizi funzionali. Tutto è pensato per dare all’atleta una sensazione di sicurezza costante.
Con un peso di soli 210 grammi, Adizero Dropset Elite si colloca tra le scarpe ibride più leggere sul mercato, avvicinandosi più a una scarpa racing che a una tradizionale scarpa da training.
Il prezzo di lancio è fissato a 275 euro, in linea con il posizionamento premium e competitivo del modello. La disponibilità per il pubblico è prevista a partire dal 18 marzo.
E su strada?
E ora la domanda che tutti i runner si stanno ponendo: le Adizero Dropset Elite possono essere utilizzate anche solo per correre su strada?
Le Adizero Dropset Elite nascono come scarpe ibride da gara, progettate specificamente per il mondo HYROX e, più in generale, per il fitness ibrido. Questo significa che possono affrontare la corsa su asfalto senza problemi, grazie all’intersuola Lightstrike Pro, ma il loro vero punto di forza è l’uso combinato corsa + workout funzionale.
Sono state sviluppate per gestire continui cambi di ritmo e di gesto: tratti di corsa alternati a esercizi come sled push, wall ball, affondi e movimenti sotto carico. La stabilità aggiuntiva dell’Energy Rim, il grip della suola Continental e la struttura più controllata rispetto a una classica scarpa da running le rendono adatte anche a superfici indoor e alla palestra.
Detto questo, non sono la scelta ideale se l’obiettivo è correre solo su strada, soprattutto su distanze medio-lunghe. Le Adizero Dropset Elite danno il meglio quando la corsa è parte di un contesto più ampio, fatto di esercizi funzionali e alta intensità. Quindi si, si possono usare anche su strada, ma per brevi distanze e per brevi sessioni legate all’allenamento ibrido.

