Dopo Parigi, che nel 2026 dirà addio a bicchieri e bottigliette di plastica ai ristori, un’altra grande maratona internazionale si prepara a introdurre una novità destinata a fare storia. Alla Maratona di Francoforte, in programma il prossimo 25 ottobre, assisteremo a una piccola ma significativa rivoluzione: per la prima volta, il sistema di cronometraggio rileverà i tempi di tutti gli atleti, amatori e professionisti, chilometro dopo chilometro. Un cambiamento che promette di trasformare il modo in cui la corsa viene vissuta e raccontata.
Fino a oggi, il sistema di rilevazione adottato da Fidal e World Athletics prevedeva controlli ogni 5 chilometri: al 5°, 10°, 15°, 20°, 25°, 30°, 35° e 40° chilometro, oltre ai passaggi alla mezza maratona, alla partenza e al traguardo. I chilometri intermedi erano misurati e certificati, ma non venivano registrati tempi ufficiali. Questo lasciava ai runner solo il GPS dei propri sportwatch come riferimento, con tutte le imprecisioni (e le polemiche) che ne derivano.
A Francoforte, invece, la musica cambia. Verranno installati 45 punti di cronometraggio, uno per ciascuno dei 42,195 chilometri del percorso, più quelli alla partenza, all’arrivo e alla mezza maratona. Una copertura totale che garantirà dati precisi e immediati, senza margini di errore.
Tutto questo sarà possibile grazie alla tecnologia sviluppata da Race Result AG, leader mondiale nei sistemi di cronometraggio sportivo. Il sistema utilizza chip RFID (Radio Frequency Identification) integrati nei pettorali dei partecipanti. Questi chip comunicano con antenne UHF (Ultra High Frequency) posizionate lungo il tracciato, capaci di leggere migliaia di tag al secondo. Quando il runner attraversa un punto di rilevamento, il chip invia un codice univoco che viene registrato immediatamente.
Il vantaggio? Una precisione assoluta, che elimina gli errori manuali e le imprecisioni tipiche dei vecchi dispositivi, spesso influenzati da interferenze urbane. Ogni passaggio è certificato, ogni chilometro diventa un dato certo.
I vantaggi per i runner e per chi racconta la gara
Questa innovazione porta con sé due grandi benefici. Il primo riguarda i runner, che avranno finalmente uno specchio reale della propria gara. Non più stime basate sul GPS, ma un timing preciso chilometro per chilometro. Addio alle “scuse” per un crono deludente a causa di un tracciato GPS più lungo dei 42,195 metri: le rilevazioni sequenziali mostreranno il vero andamento della corsa, passo dopo passo.
Il secondo vantaggio è per team e cronisti. Grazie ai dati in tempo reale, sarà possibile avere un’istantanea accurata di tutti gli atleti in gara, anche senza immagini o supporti visivi. Questo apre la strada a una narrazione più ricca e dettagliata, con aggiornamenti costanti e analisi approfondite.
Per i runner, è l’occasione di vivere la maratona con una consapevolezza mai avuta prima. Per gli organizzatori, è la possibilità di offrire un evento all’altezza delle aspettative di un pubblico sempre più connesso. Ah, tutto questo, con un solo euro in più all’iscrizione.

