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Vincere la Maratona di New York non è soltanto una questione di talento. La prestazione di Andreas Almgren nasce da una preparazione costruita sulla durabilità, sulla gestione intelligente delle intensità e su volumi di lavoro straordinari. Dalle doppie sessioni di soglia ai lunghi progressivi, passando per l’altitudine e una strategia nutrizionale capace di sostenere fino a 120 grammi di carboidrati all’ora, il suo metodo offre interessanti spunti anche agli amatori.
La Maratona di New York 2026 entra nella storia con 61.146 finisher, diventando la prima gara sulla distanza dei 42,195 chilometri a superare la soglia dei 60.000 atleti al traguardo. Un record che permette alla Grande Mela di superare Londra, ferma a 59.830 partecipanti nell’aprile scorso.
Quali scarpe scelgono i maratoneti? L’analisi delle calzature indossate alla New York Marathon 2026 fotografa le preferenze dei runner e mette a confronto marchi, modelli e ritmi medi. Nike è il brand più presente, con il 32,1% delle scarpe identificate, davanti ad Asics (15,9%) e Adidas (15,8%).
La Maratona di New York 2026 è stata segnata da una tragedia: Rachel Apa, runner americana di 24 anni, è morta dopo aver accusato un malore a circa due miglia dal traguardo, all’interno di Central Park. Soccorsa immediatamente e trasportata in ospedale, la giovane non è riuscita a sopravvivere. Secondo quanto riferito dal padre, il decesso sarebbe riconducibile a una rabdomiolisi, una grave complicanza che può verificarsi dopo uno sforzo fisico intenso.
Nausea, crampi addominali e vomito sono disturbi frequenti tra i maratoneti, anche dopo mesi di preparazione. La fatica prolungata, la riduzione del flusso sanguigno verso stomaco e intestino, il caldo e una strategia nutrizionale inadeguata possono mettere in crisi l’apparato digerente. Ma l’intestino si può allenare, proprio come i muscoli. Il cosiddetto training the gut permette di migliorare la tolleranza ai carboidrati e ridurre i problemi gastrointestinali durante la gara.
Da Orlando Pizzolato a Yeman Crippa, passando per Gianni Poli, Giacomo Leone e Franca Fiacconi: la storia degli italiani alla Maratona di New York è ricca di vittorie, podi e grandi imprese. Il secondo posto conquistato da Crippa nel 2026, con il tempo di 2h06’14”, riporta l’Italia ai vertici della Grande Mela dopo trent’anni.
Yeman Crippa firma una delle più belle prestazioni della sua carriera conquistando il secondo posto alla Maratona di New York 2026. L’azzurro chiude in 2h06’14”, a soli 13 secondi dal vincitore Andreas Almgren, protagonista di un debutto straordinario sulla distanza.
Domenica 1° novembre torna la Maratona di New York, giunta alla 55ª edizione e alla cinquantesima sullo storico percorso dei cinque distretti. Sono attesi oltre 60.000 runner, con una nutrita rappresentanza italiana guidata da Yeman Crippa e Giovanna Epis, entrambi al debutto nella Grande Mela.
Il recupero dopo una maratona non si esaurisce al traguardo, ma prosegue nei giorni successivi, quando l’organismo deve ripristinare le riserve energetiche e riparare i danni muscolari. L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale: carboidrati e proteine sono essenziali nelle prime ore, mentre nei giorni successivi è importante tornare gradualmente a una dieta equilibrata.
Dopo Amsterdam, di nuovo in maratona a Venezia da pacer e con le nuove Joma R2000 26, senza carbonio
Una maratona corsa appena sette giorni dopo un’altra, un amico da accompagnare fino al traguardo e una scarpa senza piastra in carbonio da mettere alla prova. Alla Maratona di Venezia, il test delle nuove Joma R2000 26 si è trasformato in un’esperienza ricca di spunti.
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