- Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale
- Rome Half Marathon, doppio record: 40 mila runner al via e primato del percorso di Filex Kibet
- Recensione On Lightspray Cloudboom Strike 2, “odi et amo”: la super scarpa per la maratona senza stringhe
- Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare
- Recuperare meglio dopo gli allenamenti intensi con Enervit Magic Cherry: a cosa serve e come funziona
- Rome Half Marathon 2026: 40 mila runner al via, da Porta Ardeatina al Colosseo
- Perché cambiare uno sportwatch per la corsa vecchio di 7 anni?
- Anteprima Suunto Race 3S: autonomia, precisione GPS e il nuovo Suunto AI Coach
Browsing: Allenamenti e tecnica
La cadenza nella corsa è un parametro importante per comprendere meglio la tecnica di corsa e migliorare l’efficienza del gesto atletico. Misurata in passi al minuto, varia in base alla velocità, all’altezza, alla lunghezza del passo e alle caratteristiche individuali del runner.
La 10 km è una distanza spesso sottovalutata, ma richiede una preparazione specifica per riuscire a mantenere un ritmo elevato fino al traguardo. Non basta correre tanti chilometri: servono una solida base aerobica, allenamenti a ritmo gara, lavori a intensità intermedia, lunghi e ripetute brevi per migliorare velocità ed economia di corsa.
Nella maratona la prestazione non si costruisce soltanto con chilometri e allenamenti, ma anche attraverso una strategia nutrizionale adeguata. Nel webinar “La Maratona: Nutrizione e Integrazione”, Luca Mondazzi e Stefano Righetti hanno analizzato le principali strategie da adottare prima, durante e dopo la gara, affrontando temi come carboidrati, idratazione, caffeina, recupero e gestione dell’infiammazione.
Le scarpe da running con piastra in carbonio hanno rivoluzionato le prestazioni, migliorando l’economia di corsa e favorendo velocità più elevate. Ma utilizzarle in ogni allenamento non è necessariamente la scelta migliore. La piastra, insieme a schiume reattive e geometrie rocker, modifica la meccanica della corsa e può cambiare il modo in cui piede, caviglia, ginocchio e anca gestiscono i carichi.
La preparazione per una maratona non si costruisce semplicemente sommando chilometri. La mia esperienza alla Maratona di Berlino lo dimostra: avere volume, velocità e una buona condizione generale non significa necessariamente essere pronti a sostenere il ritmo obiettivo per 42 chilometri.
Nella maratona, partire troppo forte può trasformare una gara ben preparata in una lunga rincorsa contro la fatica. I dati raccolti su oltre 1,7 milioni di maratoneti mostrano quanto possa essere costoso accelerare nei primi chilometri: chi corre i primi 5 km a un ritmo superiore del 10% rispetto alla propria media perde mediamente circa 37 minuti sul tempo finale.
Elasticità muscolare e mobilità articolare sono due aspetti differenti, ma strettamente collegati nella preparazione del runner. Davide Carbone spiega come gestire stretching statico e dinamico, chiarendo alcuni dei falsi miti più diffusi. Prima di allenamenti e gare, l’obiettivo è attivare progressivamente la muscolatura: per questo lo stretching dinamico può trovare spazio nel riscaldamento, mentre quello statico va valutato in base alle esigenze individuali.
Soglia aerobica e soglia anaerobica sono due riferimenti fondamentali per comprendere l’intensità della corsa e organizzare meglio l’allenamento. Spesso confusi o utilizzati come sinonimi, indicano in realtà due momenti fisiologici differenti nella risposta dell’organismo all’aumento dello sforzo.
Dopo l’estate, una gara di 5K può diventare il punto di partenza ideale per ritrovare ritmo, motivazione e continuità. La distanza, accessibile ma stimolante, si adatta sia a chi non ha mai corso sia a chi vuole migliorare la propria prestazione. Corsa facile, allenamenti a ritmo e uscite via via più lunghe sono i tre pilastri da cui ripartire, senza forzare i tempi.
Maratoneti si nasce o si diventa? La scienza ridimensiona il mito del “gene della corsa” e mostra come la prestazione sui 42 chilometri sia il risultato di un intreccio complesso tra genetica, fisiologia e allenamento. Il DNA può influenzare caratteristiche come VO₂max, struttura muscolare e risposta agli stimoli, ma non esiste una singola variante capace di predire il talento per la maratona.
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it
