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Le ripetute con recupero attivo rappresentano una delle metodologie più efficaci e spesso fraintese nell’allenamento per la corsa su strada. Lontane dall’idea classica di prove veloci intervallate da recuperi lenti o passivi, queste sedute si basano su un principio diverso: mantenere alta l’intensità anche nella fase di recupero, correndo a ritmo gara o leggermente più lento.
Massimo Magnani, ex maratoneta e ex Direttore Tecnico della nazionale italiana di atletica, attualmente ha tra i suoi atleti Iliass Aouani, Rebecca Lonedo ed Elisa Palmero. Andrea Soffientini lo ha incontrato a Siviglia e ne ha approfittato per fare quattro chiacchiere.
Allenare la velocità durante l’inverno è fondamentale non solo per i runner professionisti, ma anche per gli amatori che desiderano migliorare le proprie performance nelle gare primaverili ed estive. Con il passare degli anni la rapidità è una delle prime qualità a diminuire, ed è per questo che la stagione fredda rappresenta il momento ideale per inserirne la cura all’interno della preparazione.
Correre in inverno non è solo una sfida contro le basse temperature, ma anche un modo per costruire solidi fondamentali in vista delle gare primaverili. Il freddo modifica in modo evidente le risposte fisiologiche del corpo: dai muscoli che impiegano più tempo a scaldarsi alla respirazione che diventa più impegnativa, fino al maggiore dispendio energetico richiesto per mantenere la temperatura interna.
Il riscaldamento è uno dei momenti più importanti per ogni runner, eppure spesso viene sottovalutato. Preparare il corpo con gradualità permette di aumentare la temperatura interna, migliorare la circolazione e attivare muscoli, tendini e sistema nervoso, riducendo il rischio di infortuni e migliorando la performance.
Preparare una maratona è un percorso lungo e impegnativo, fatto di allenamenti mirati e strategie ben definite. Tra le sedute più temute c’è il lunghissimo, considerato da molti il pilastro della preparazione. Ma cosa succede se non riesci a correrlo? È davvero un problema o può trasformarsi in un’opportunità?
L’HRV, o variabilità della frequenza cardiaca, è un parametro che misura la capacità del corpo di adattarsi agli stimoli e recuperare dopo lo sforzo. Un HRV alto indica equilibrio e prontezza, mentre valori bassi segnalano stress o affaticamento.
A meno di tre settimane dalla Maratona di Firenze, Francesca ha concluso il suo lunghissimo, dimostrando solidità e progressione. E, dopo tre gare concluse con altrettanti personal best, è pronta per affrontare la fase finale della preparazione.
Il VO₂ max è considerato uno dei parametri più importanti per valutare la forma fisica e la capacità aerobica di un atleta. Ma cosa significa davvero? In questo articolo esploriamo il concetto di massimo consumo di ossigeno, analizziamo come si misura, sfatiamo i falsi miti e scopriamo come migliorarlo in modo efficace e sostenibile.
La potenza, parametro da tempo centrale nel ciclismo, sta rivoluzionando anche il mondo della corsa. Grazie a nuovi dispositivi e agli sportwatch di ultima generazione, i runner possono ora monitorare i watt prodotti durante l’attività, ottenendo una misura oggettiva e istantanea dello sforzo.
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