Il 2026 inizia con una notizia che, ancora una volta, avremmo preferito non sentire: Albert Korir, ex vincitore della Maratona di New York, è stato sospeso in via provvisoria per doping. La decisione è stata comunicata dall’Athletics Integrity Unit (AIU), che ha confermato la presenza di una sostanza vietata nelle analisi del maratoneta keniano. Si tratta di CERA, acronimo di Continuous Erythropoietin Receptor Activator, una molecola di terza generazione derivata dall’EPO, nota per incrementare la produzione di globuli rossi e migliorare la capacità di trasporto dell’ossigeno. Korir entra così nella lista dei 143 atleti keniani sospesi definitivamente per essere risultati positivi o per aver infranto le normative antidoping.
Chi è Albert Korir
Korir non è un nome qualsiasi nel panorama delle corse su strada. Classe 1994, il keniano ha costruito una carriera solida e costante, conquistando il successo alla Maratona di New York nel 2021, anno in cui tornò a gareggiare dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia. Negli anni ha collezionato vittorie prestigiose a Vienna, Houston e Ottawa, oltre a numerosi piazzamenti sul podio nella Grande Mela: vincitore nel 2021, secondo nel 2019 e 2023, terzo nel 2024 e 2025. Il suo primato personale, 2h06’57”, è stato realizzato proprio a New York nel 2023. Ha ottenuto anche il quarto posto (2023), il quinto (2024) e il sesto (2022) alla Maratona di Boston.
Il caso CERA e le implicazioni
La sostanza al centro dello scandalo, la CERA, è severamente vietata dal regolamento della World Anti-Doping Agency (WADA) e rientra nella categoria degli ormoni peptidici e dei fattori di crescita. Si tratta di un composto di terza generazione, evoluzione dell’EPO, progettato per stimolare la produzione di globuli rossi e migliorare in modo significativo la capacità di trasporto dell’ossigeno nel sangue. Questo effetto garantisce agli atleti un incremento notevole della resistenza, soprattutto nelle competizioni di lunga distanza, rendendo il suo utilizzo una delle pratiche più gravi e dannose per l’integrità dello sport.
L’impiego di CERA non solo altera la parità di condizioni tra i concorrenti, ma mette in discussione i principi fondamentali dell’etica sportiva. Per questo motivo, la WADA considera questa sostanza una delle violazioni più serie, punite con sanzioni pesanti. Se le analisi confermeranno la positività, Albert Korir rischia conseguenze decisamente gravi.
Il caso Korir non è isolato. Negli ultimi anni il Kenya è finito sotto i riflettori per l’alto numero di atleti coinvolti in scandali di doping. Secondo i dati, decine di corridori sono stati sospesi nel solo 2025, tanto che il Paese è stato inserito nella categoria “A” della WADA, riservata alle nazioni con il maggior numero di violazioni. Una situazione che ogni giorni mina sempre più la credibilità di un movimento storicamente sinonimo di talento naturale.

