Di Adizero Prime X Evo abbiamo già parlato in occasione di Chasing 100, il progetto che a fine estate ha portato Sibusiso Kubheka a firmare la migliore prestazione mondiale sulla distanza dei 100 km. In quell’occasione, l’atleta sudafricano ha infranto la barriera delle sei ore, fermando il cronometro a 5 ore, 59 minuti e 20 secondi. Un risultato storico, frutto di un esperimento di ingegneria applicata allo sport che ha dato vita a un modello inedito di “super scarpa”, volutamente fuori dalle regole di World Athletics. Con una stack height di 50 mm, ben oltre il limite di 40 mm consentito, la Prime X Evo è stata progettata per massimizzare ammortizzazione e ritorno di energia, sacrificando la conformità regolamentare in nome della performance.
Questa non vuole essere una recensione della nuova Adizero Prime X Evo, ma solo un’anteprima che riassume le nuove caratteristiche della super scarpa di Adidas in attesa di poterla testare secondo i protocolli di The Running Club.
Energy Rim: la rivoluzione al posto della piastra in carbonio
La prima grande novità introdotta da Adizero Prime X Evo è l’assenza della classica piastra in carbonio, sostituita da un sistema innovativo chiamato Energy Rim. Si tratta di un anello interno che “avvolge” il piede, stabilizzandolo all’interno di una massiccia intersuola e garantendo una spinta costante. Questo design consente di sfruttare al meglio la schiuma Lightstrike Pro Evo, una mescola supercritica più leggera del 35% rispetto alle versioni precedenti, che permette di aumentare il volume senza aggiungere peso. Il risultato? Una scarpa che pesa appena 146 grammi, nonostante la sua imponenza.

Adidas Adizero Prime X Evo: caratteristiche tecniche
Il cuore della Prime X Evo è naturalmente la sua intersuola in Lightstrike Pro Evo, con un’altezza di 50 mm sul tallone e 47 mm sull’avampiede, per un drop di soli 3 mm. Una geometria estrema, pensata per offrire un’ammortizzazione senza precedenti e un ritorno di energia capace di ridurre la fatica muscolare sulle lunghe distanze. Come già accennato, la struttura è completata dall’Energy Rim, che sostituisce gli EnergyRoads, le tradizionali barre rigide dei modelli da gara di Aiddas, e garantisce una stabilità dinamica.
La tomaia è realizzata in mesh ultraleggero e traspirante, quasi trasparente, per favorire la ventilazione e ridurre il peso complessivo. Durante il progetto Chasing 100, ogni tomaia è stata personalizzata per gli atleti coinvolti, ma la versione commerciale mantiene lo stesso approccio minimalista e tecnico.
Il battistrada, infine, combina la tecnologia Adidas LightTraxion, per un grip ottimale dove serve di più, con la gomma Continental posizionata nell’avampiede per un’aderenza extra. Lo spessore è ridotto al minimo – meno di 0,5 mm – per contenere il peso e migliorare la sensazione di contatto con il terreno.
Le Adizero Prime X Evo non sono scarpe per tutti. Sono progettate specificamente per l’ultramaratona, dove la priorità è mantenere una velocità elevata su distanze estreme. Non sono omologate per gare ufficiali, ma rappresentano la scelta ideale per chi vuole superare i propri limiti in contesti non regolamentati. Adidas le definisce “scarpe nate per l’eccellenza”, pensate per chi cerca il massimo in termini di innovazione e performance. Sono raccomandate per l’uso su strada e per chi desidera testare le ultime tecnologie inseguendo i propri record personali sulle ultra distanze.
Le Adidas Adizero Prime X Evo sono disponibili in tiratura limitata dal 27 novembre 2025 sulla app ufficiale Adidas, al (ultra) prezzo di 500 euro. Una cifra importante, ma coerente con il posizionamento premium e con la tecnologia che racchiude.

