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Home » Brooks Ghost Max 2, evoluzione fantasma. La recensione…
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Brooks Ghost Max 2, evoluzione fantasma. La recensione…

Dario MarchiniBy Dario Marchini25 Novembre 2024
La nuova Brooks Ghost Max 2
La nuova Brooks Ghost Max 2

Se un anno fa la Ghost Max era stata un’autentica novità, prima vera scarpa massimalista di casa Brooks, la seconda versione presentata solo pochi mesi dopo, non ha introdotto grossi cambiamenti rispetto al modello precedente, risultando più un restyling che una vera evoluzione. Soprattutto se confrontata con l’altra grande novità del brand americano, la Glycerin Max, vero spartiacque di una nuova generazione di maxi daily trainer.

L’unica vera innovazione di Ghost Max 2 è stata apportata nella composizione della mescola dell’intersuola, passata alla nuova versione in DNA Loft v3, schiuma più leggera, più morbida e con un ritorno di energia superiore rispetto alla versione DNA Loft v2, ottenuta grazie a un sistema di nitro-infusione, particolare che ne alza il livello di ammortizzazione e risposta, ma senza snaturarne l’essenza.

L’ho utilizzata principalmente per le uscite di lento, sia di scarico che rigenerante, ma anche per qualche allenamento più qualitativo di tempo run, progressivi, ripetute e variati. E l’inizio piovoso di quest’autunno mi ha permesso di provarle e valutarle spesso anche con pioggia e temperature variabili, su distanze dai 10 chilometri fino alla mezza maratona.

Battistrada: 7

Il battistrada è praticamente identico a quello della prima versione, presente su tutta la lunghezza della scarpa, tranne una piccola parte nella fascia longitudinale, dal tallone al mesopiede. Una gomma dura e resistente, abbastanza classica, non troppo intagliata, che tende a perdere un po’ di aderenza sul bagnato.

Dopo oltre 150km di percorrenza non presenta quasi nessun segno d’usura particolare, se non un po’ di consumo nelle zone di maggiore appoggio.

Intersuola: 7

Come anticipato, Brooks Ghost Max 2 ha introdotto la nuova mescola DNA Loft v3, in EVA nitro-infusa, già vista nei modelli “classici” si di Ghost 16 che di Glycerin 21, decisamente più morbida e ammortizzata della versione precedente. Purtroppo, nulla a che vedere con la schiuma DNA Tuned delle nuove Glycerin Max, un verso salto di qualità introdotto da Brooks.

La nuova Brooks Ghost Max 2

Le misure dell’intersuola sono rimaste invariate rispetto alla prima versione: 39mm nel tallone e 33mm nell’avampiede, per un drop di soli 6mm, la metà rispetto alle versioni di Ghost più classiche. In questo caso la transizione fluida che gli amanti di Ghost ricercano in questo particolare modello è data dal GlideRoll Rocker, estremizzato soprattutto nella zona anteriore del piede.

La sensazione non è quella di avere al piede una scarpa particolarmente morbida e reattiva, ma rimane comunque ben ammortizzata e protettiva, anche grazie all’ampiezza dell’impronta.

Tomaia: 6,5

La tomaia ha una struttura molto classica, da daily trainer, in Air Mesh ingegnerizzato, traspirante, non troppo leggera e ben strutturata, non distante dalla prima versione né dalla Ghost più classica.

La nuova Brooks Ghost Max 2

Nella zona anteriore il piede rimane molto libero di muoversi grazie all’ampio spazio offerto alle dita, situazione che può creare un po’ di instabilità data l’altezza dell’intersuola, ma nulla di eccessivamente drastico. La vestibilità è normale.

Upper: 6,5

Anche l’upper non ha subito nessuna particolare modifica, se non di restyling puramente estetico. I lacci lunghi (forse un po’ troppo), tondi e soffici permettono una buona allacciatura. La linguetta è morbida e molto imbottita per proteggere al meglio il collo del piede. La zona del tallone presenta la stessa identica conchiglia rigida presente nella prima versione, con una buona imbottitura interna.

Peso: 6,5

Pochi i cambiamenti, che hanno portato all’aumento di peso di qualche grammo, 306 nella mia taglia US10,5, che corrispondono esattamente con quanto dichiarato da Brooks. Un peso tutto sommato nella media rispetto anche ai modelli concorrenti.

La nuova Brooks Ghost Max 2

Comfort: 7

L’intersuola è il vero cuore di questo modello, che regala una transizione tonda e ben ammortizzata soprattutto a quei runner che utilizzano una rullata completa tacco-punta.

La calzata è avvolgente e comoda e regala una sensazione generale di stabilità e sicurezza. Il rocker anteriore aiuta anche quei runner che corrono di mesopiede e avampiede a mantenere un’impostazione naturale di corsa, nonostante non spinga eccessivamente in avanti.

Protezione: 7,5

Brooks Ghost Max 2 è una scarpa neutra, ma che grazie alla combinazione di un’intersuola di quasi quaranta millimetri (nel tallone) e un drop non eccessivo, risulta molto stabile.

La nuova Brooks Ghost Max 2

Nonostante non sia presente un sistema GuideRail come nelle versioni GTS, le alette laterali rialzate dell’intersuola aiutano il piede nell’azione di corsa, consentendo di essere utilizzata anche da atleti pesanti e non eccessivamente iperpronatori.

Durata massima stimata: 8

Come nella prima versione, materiali e struttura della Ghost Max 2 risultato decisamente resistenti. La mescola DNA Loft v3 in EVA nitro-infusa è un po’ più dura rispetto ad altre schiume, ma garantisce allo stesso tempo una durata molto più lunga. Stesso discorso valido anche per battistrada e materiali di upper e tomaia.

Gli 800 chilometri di durata non sono sicuramente un’utopia. E per gli atleti più leggeri e coloro che hanno un’azione di corsa meno incisiva (dal punto di vista del consumo) anche maggiore.

Rapporto qualità/prezzo: 7

Il prezzo della Brooks Ghost Max 2 è rimasto invariato rispetto alla prima versione, 160 euro, costo nella media delle calzature maxi. Le offerte in questo caso non mancano (guarda nella nostra sezione scarpe) ed è già disponibile con una spesa decisamente inferiore. Rapportato al numero di chilometri che sono in grado di percorrere un buon investimento.

La nuova Brooks Ghost Max 2

La differenza tra Ghost 16 e Ghost Max 2 è di soli dieci euro sul listino ufficiale e, sia per durata che comodità, in questo caso, la scelta del modello maxi mi sembra abbastanza ovvia.

Voto finale: 7

Brooks Ghost Max 2 è la nuova Ghost in versione maxi. Pochi i cambiamenti apportati rispetto al primo modello, con la sola evoluzione della schiuma dell’intersuola, passata dal DNA Loft v2 al DNA Loft v3.

Pochi cambiamenti che hanno portato anche ad una valutazione complessiva leggermente inferiore a Ghost Max, proprio in virtù del fatto che la scarpa non si sia evoluta. Anche l’innovativa introduzione di Glycerin Max incide in questo senso.

Brooks Ghost Max 2

Brooks Ghost Max 2

Scarpa per corse di tutti i giorni

Modello che rimane comunque un’ottima scelta per quei runner che cercano una daily trainer maxi per le uscite di tutti i giorni come unica scarpa o per chi vuole un’alternativa da scarico per le sedute di lento.

Ghost Max 2 è sicuramente anche un modello che si adatta a tutte le tipologie di runner, fino ad arrivare anche a quelli più pesanti e con eccesso di pronazione.

Per cosa apprezzarla? Per la sua robustezza, per la facilità di falcata, per la comodità che è in grado di offrire. Per chi ama Brooks e vuole una scarpa maxi ma con un approccio classico (da Ghost), una scelta quasi obbligata.

brooks ghost ghost max ghost max 2 recensione
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Dario Marchini
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“Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”. Così amo riassumere la mia carriera professionale. Laureato in Design al Politecnico di Milano, ho iniziato a raccontare la mia passione per la corsa nel 2008 con il blog Corro Ergo Sum. Giornalista dal 2015, per undici anni ho lavorato nella redazione di Runner’s World Italia. Ho anche collaborato con diverse realtà nell’ambito dell’organizzazione di eventi podistici nazionali e internazionali come Milano Marathon, Abu Dhabi Marathon, Ras al Khaimah Half Marathon, DeeJay Ten, oltre ad essere stato per quattro anni Direttore Sportivo della Wings for Life World Run. Sono Presidente dell’Associazione Sportiva Corro Ergo Sum Runners e Tecnico Istruttore Fidal - Misure: altezza 177cm, peso 66kg, scarpe US10,5/EU44,5/28,5cm. Velocità riferimento su 10K: 3'40" al km.

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