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Brooks Ghost 18 segna un nuovo passo nell’evoluzione di una delle scarpe da running più amate, puntando su comfort, fluidità e affidabilità. Scelta come scarpa ufficiale del Giro d’Italia 2026, mantiene intatta la filosofia della linea Ghost, migliorando dettagli chiave come tomaia, calzata e comfort generale di corsa.
La Velociti Pro 2 segna un’evoluzione profonda per Under Armour. Più che un semplice aggiornamento, il nuovo modello rappresenta una reinterpretazione completa, con miglioramenti evidenti in comfort, flessibilità e versatilità. Pur mantenendo una buona risposta della schiuma HTPU, la scarpa privilegia una corsa più naturale rispetto alla reattività pura.
La On Cloudmonster 3 conferma l’identità del modello precedente, affinando alcuni aspetti senza stravolgerne la filosofia. Pensata per un utilizzo quotidiano, si dimostra adatta anche alle lunghe distanze grazie a una combinazione efficace di stabilità, protezione e comfort.
La squalifica della vincitrice di una gara femminile a causa delle scarpe non conformi ha riacceso il dibattito sull’applicazione del Regolamento Tecnico Internazionale di World Athletics. Un caso che evidenzia la scarsa conoscenza delle regole tra i runner amatori e solleva interrogativi sull’equità del sistema.
Le regole di World Athletics sulle scarpe da gara illegali sono spesso sottovalutate dai runner amatori. Lo sa bene Michela Sotgia che è stata squalificata per aver utilizzato un paio di daily trainer, apparentemente regolari. Ma la scarpa non era presente nell’elenco ufficiale delle calzature approvate per l’utilizzo in gara.
Kipsummit e Kipclimb rappresentano la nuova architettura del trail running secondo Kiprun. Due linee distinte, nate partendo dal terreno e non da logiche di marketing. Kipsummit è pensata per i trail corribili e le lunghe distanze. Kipclimb entra in scena quando il sentiero diventa tecnico.
La Joma RS-9000 è il modello più estremo del brand, sviluppato per massimizzare leggerezza e prestazioni. Con 126 grammi dichiarati, si colloca tra le scarpe racing più leggere sul mercato. È pensata per runner esperti, ritmi elevati e gare brevi, dove la costruzione minimale può essere sfruttata al meglio.
Capire quando una scarpa da running è davvero da sostituire è sempre stato un compromesso tra sensazioni ed esperienza. Con Kipnext Connect, Kiprun introduce una svolta tecnologica destinata a cambiare le regole del gioco, grazie a un sensore ultraleggero integrato nell’intersuola in grado di monitorare il reale stato di usura dell’ammortizzazione.
Le Saucony Endorphin Pro 5 si collocano come anello di congiunzione tra l’estrema morbidezza delle Elite e le esigenze dei runner più tradizionali. Dotate di piastra in carbonio, doppia mescola e geometrie racing, puntano su stabilità, precisione e controllo più che su un’ammortizzazione esasperata.
Con Mach 7 Hoka aggiorna uno dei modelli più apprezzati, mantenendo continuità e sensazioni di corsa già viste con Mach 6. L’intersuola in EVA azotata, senza piastra, offre un contatto diretto con il terreno e una risposta equilibrata, supportata da un drop di 5 millimetri. La scarpa si conferma versatile, adatta sia agli allenamenti quotidiani sia a lavori di qualità.
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