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L’ultima tappa è stata da Firenze a Faenza, la cento chilometri più bella del mondo. Ma per 99 giorni Marco Matteazzi aveva già corso consecutivamente una maratona al giorno per ispirare gli altri e combattere il bullismo.
“Quando ero alle superiori un professore mi chiamava polpetta per il mio aspetto fisico. Per lui era solo un innocente scherzo, ma quell’etichetta, pronunciata da un adulto, è diventata una condanna sociale. Oggi 100 maratone in 100 giorni non sono il risultato di un superpotere, sono il risultato di una promessa fatta a me stesso: non mollare. Mai più”.

Affrontare un’ultramaratona richiede una strategia nutrizionale precisa: bisogna bilanciare carboidrati, proteine e grassi per mantenere energia, lucidità e resistenza. È fondamentale allenare l’intestino a digerire durante lo sforzo, alternare cibi dolci e salati, e testare tutto in allenamento. La caffeina può aiutare nelle ore notturne, ma va dosata con attenzione. Dopo la gara, il recupero passa anche dall’alimentazione. Ogni atleta deve trovare il proprio equilibrio per arrivare al traguardo in salute e con energia.

Preparare una maratona non significa solo allenarsi: anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave. Nei giorni prima della gara è importante evitare cibi pesanti e ricchi di fibre, ricaricare gradualmente le scorte di glicogeno e testare l’integrazione di carboidrati. Durante la corsa, mantenere stabile la glicemia è essenziale per evitare cali di energia. Dopo la gara, il focus si sposta sul recupero muscolare e sul rafforzamento del sistema immunitario. Una strategia nutrizionale personalizzata, testata in allenamento, può fare la differenza tra una gara sofferta e una corsa gestita con energia e lucidità.

Il 26 giugno 2025, allo stadio Charléty di Parigi, Faith Kipyegon tenterà di diventare la prima donna a correre un miglio in meno di 4 minuti, in un evento speciale organizzato da Nike, Breaking4. Attuale detentrice del record mondiale femminile (4’07″64), Kipyegon dovrà migliorarsi di oltre 7 secondi. L’evento, non ufficiale ma altamente mediatico, sarà supportato da super tecnologie, pacer e un team a lei dedicato, replicando il modello di Breaking2 di Eliud Kipchoge. Breaking4 rappresenta una sfida ai limiti umani e un messaggio di ispirazione per lo sport femminile e l’atletica mondiale.

Quale scarpa per una maratona di Milano condotta al massimo? Roberto Patuzzo e Andrea Soffientini ne discutono assieme, mostrando 4 tra le più veloci e prestanti scarpe da gara con piastra in carbonio del momento: Hoka Cielo X1 2.0, Adidas Adizero Adios Pro 4, On Cloudbook Strike e Saucony Endorphin Elite 2.

Ho corso la maratona di Milano calzando le nuove Kiprun KD900X LD+, scarpe con piastra in carbonio e struttura spiccatamente racing che si caratterizzano per un bilanciamento tra intersuola V-Foam e struttura della piastra. Vi racconto le prime impressioni d’uso post maratona, a confronto con gli altri due modelli Kiprun KD900X LD e Kiprun KD900X LD 2 dell’azienda francese.