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Bebe Vio continua a stupire anche lontano dalla pedana di scherma. Al Meeting internazionale di Lignano Sabbiadoro, la campionessa azzurra ha stabilito il nuovo record italiano dei 100 metri nella categoria T62, fermando il cronometro a 14″12. Un risultato ottenuto dopo appena tre gare ufficiali nella specialità, che conferma i rapidi progressi dell’atleta delle Fiamme Oro Padova.

Topo Athletic Terraventure 5 si propone come una scarpa da trail running pensata per chi cerca stabilità, grip e una filosofia di corsa diversa dal solito. Dopo quasi un centinaio di chilometri su sentieri asciutti, fangosi e rocciosi, il modello convince grazie alla suola Vibram Megagrip, all’intersuola ZipFoam e alla caratteristica calzata con avampiede ampio, che migliora comfort e controllo sui terreni più tecnici.

Le dichiarazioni del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che propone di spostare maratone e mezze maratone fuori dai centri delle grandi città per valorizzare borghi e aree interne, hanno subito acceso gli animi. Alla proposta ha replicato Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale, ricordando come la Maratona di Roma rappresenti un modello di turismo sportivo capace di generare un importante indotto economico.

L’autunno è la stagione delle grandi corse su strada, ma i risultati si costruiscono molto prima. Dalla 10 km alla maratona, ogni distanza richiede tempi di preparazione diversi e una pianificazione precisa. Il vero nodo, però, è uno: l’estate. È nei mesi più caldi che si costruisce la base aerobica, si accumulano chilometri e si gettano le fondamenta della stagione autunnale.

A Nancy, Francesco Pernici ha demolito il primati più longevo dell’atletica italiana, correndo in 1’43”60 e cancellando dopo 53 anni il leggendario 1’43”70 di Marcello Fiasconaro. Con la sua prestazione, il 23enne bresciano, segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova era, diventando l’azzurro più veloce di sempre sugli 800 metri, abbattendo un record che sembrava quasi intoccabile.

Dall’asfalto ai sentieri tecnici delle Orobie: il Trail del Centenario, 50 km e quasi 3.000 metri di dislivello positivo, è stato il banco di prova per capire cosa separa davvero strada e trail. Una gara dura, fatta di salite lunghe, discese tecniche e gestione continua dello sforzo, dove il cronometro passa in secondo piano e a emergere sono soprattutto tenuta muscolare, capacità di adattamento e resistenza mentale.