Close Menu
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Joma
    • Kiprun
    • La Sportiva
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Skechers
    • The North Face
    • Topo Athletic
    • Under Armour
    • X-Bionic
  • News
  • Allenamenti
  • Alimentazione
  • Gare
    • 5-10km su strada
    • Mezza maratona
    • Maratona e Ultra
    • Pista
    • Trail running
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
I più popolari

Anna Arnaudo, “Chi sarò da grande”: un cortometraggio che racconta la donna oltre l’atleta

3 Novembre 2026

Vomito post maratona: cosa ci insegna Yeman Crippa e cosa può fare il runner amatore

3 Novembre 2026

Perché correre la Egnazia Half Marathon

3 Novembre 2026
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok YouTube RSS
Trending
  • Anna Arnaudo, “Chi sarò da grande”: un cortometraggio che racconta la donna oltre l’atleta
  • Vomito post maratona: cosa ci insegna Yeman Crippa e cosa può fare il runner amatore
  • Perché correre la Egnazia Half Marathon
  • Recensione Nike Pegasus Plus 2: più reattiva, senza piastra
  • Maratona di New York, tutti i migliori piazzamenti italiani di sempre: da Pizzolato a Crippa
  • Maratona di New York 2026, impresa di Yeman Crippa: è secondo dietro ad Almgren. Lo svedese vince al debutto
  • Come preparare una mezza maratona: gli allenamenti fondamentali e la strategia per correre 21 km
  • Adidas cambia le “tre strisce”: il nuovo logo debutta sulle Supernova Rise 4
Facebook Instagram YouTube RSS LinkedIn Telegram
The Running ClubThe Running Club
  • Home
  • Recensioni
  • Scarpe
    • Adidas
    • Altra
    • Asics
    • Brooks
    • Diadora
    • Hoka
    • Joma
    • Kiprun
    • La Sportiva
    • Mizuno
    • New Balance
    • Nike
    • NNormal
    • On
    • Puma
    • Salomon
    • Saucony
    • Skechers
    • The North Face
    • Topo Athletic
    • Under Armour
    • X-Bionic
  • News
  • Allenamenti

    Vomito post maratona: cosa ci insegna Yeman Crippa e cosa può fare il runner amatore

    3 Novembre 2026

    Come preparare una mezza maratona: gli allenamenti fondamentali e la strategia per correre 21 km

    1 Novembre 2026

    Forza e potenza nella corsa: come allenarle per migliorare le prestazioni e prevenire gli infortuni

    21 Ottobre 2026

    Cos’è la cadenza nella corsa e come trovare quella ottimale

    20 Ottobre 2026

    Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

    18 Ottobre 2026
  • Alimentazione
  • Gare
    1. 5-10km su strada
    2. Mezza maratona
    3. Maratona e Ultra
    4. Pista
    5. Trail running
    6. View All

    Come allenare la 10 km: i lavori che non possono mancare

    18 Ottobre 2026

    Mondiali di corsa su strada 2026 a Copenaghen: il programma, gli italiani in gara e dove vederli in TV e streaming

    19 Settembre 2026

    Giro di Castelbuono, cento edizioni di storia: la corsa più antica d’Europa celebra un secolo di emozioni

    26 Luglio 2026

    Quando iniziare la preparazione per una 10 km, una mezza o una maratona da correre in autunno

    7 Luglio 2026

    Perché correre la Egnazia Half Marathon

    3 Novembre 2026

    Come preparare una mezza maratona: gli allenamenti fondamentali e la strategia per correre 21 km

    1 Novembre 2026

    Mezza Maratona d’Italia 2027 sold out a 5 mesi dal via

    26 Ottobre 2026

    Record europeo in mezza maratona a Valencia. Anzi, no…

    26 Ottobre 2026

    Maratona di New York, tutti i migliori piazzamenti italiani di sempre: da Pizzolato a Crippa

    1 Novembre 2026

    Maratona di New York 2026, impresa di Yeman Crippa: è secondo dietro ad Almgren. Lo svedese vince al debutto

    1 Novembre 2026

    Domani la Maratona di New York 2026: Crippa ed Epis guidano gli italiani nella 55ª edizione. Percorso, favoriti e dove vederla in TV

    31 Ottobre 2026

    Dopo Amsterdam, di nuovo in maratona a Venezia da pacer e con le nuove Joma R2000 26, senza carbonio

    27 Ottobre 2026

    Ultimate Championship: l’atletica diventa uno show

    5 Settembre 2026

    Prima giornata dei Campionati Italiani Assoluti di Atletica: tutto facile per Jacobs e Battocletti

    26 Luglio 2026

    Campionati Italiani Assoluti 2026: tutti per Jacobs e Battocletti. Il programma completo e dove vederli in TV e streaming

    25 Luglio 2026

    Josh Kerr, promessa mantenuta: impressionante record del mondo sul Miglio

    18 Luglio 2026

    Tor des Géants 2026: Zhao e Hartmuth nella storia del TOR330, Collè impresa nel TOR450

    17 Settembre 2026

    Tutto pronto per il Tor des Géants 2026: al via anche Franco Collé sui 450 km del Tor des Glacier

    12 Settembre 2026

    Intervista esclusiva a Vincent Bouillard: “Non sono il più veloce, ma so correre a lungo”

    24 Agosto 2026

    Finali UTMB 2026: tutto quello che c’è da sapere sull’evento più atteso del trail running mondiale

    23 Agosto 2026

    Perché correre la Egnazia Half Marathon

    3 Novembre 2026

    Maratona di New York, tutti i migliori piazzamenti italiani di sempre: da Pizzolato a Crippa

    1 Novembre 2026

    Maratona di New York 2026, impresa di Yeman Crippa: è secondo dietro ad Almgren. Lo svedese vince al debutto

    1 Novembre 2026

    Come preparare una mezza maratona: gli allenamenti fondamentali e la strategia per correre 21 km

    1 Novembre 2026
  • Sportwatch
  • Eventi
  • Trova la tua scarpa
The Running ClubThe Running Club
Home » Omius, la fascia refrigerante per la testa usata da Kipchoge: cos’è, come funziona e perché provarla
Device e abbigliamento

Omius, la fascia refrigerante per la testa usata da Kipchoge: cos’è, come funziona e perché provarla

La fascia Omius è un dispositivo innovativo per il raffreddamento corporeo, progettato per migliorare le prestazioni atletiche in condizioni di caldo. Utilizza moduli in grafite porosa che, attivati con acqua, favoriscono l’evaporazione e abbassano la temperatura della pelle, aiutando la termoregolazione durante l’attività fisica intensa.
RedazioneBy Redazione17 Giugno 2025
fascia omius kipchoge
Eliud Kipchoge durante la maratona delle Olimpiadi di Parigi 2024 con la fascia per la testa Omius (foto Giancarlo Colombo)

Tra le immagini più iconiche le Olimpiadi di Parigi 2024, una in particolare ha catturato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori: la strana fascia che Eliud Kipchoge e Sifan Hassan indossavano durante la loro maratona. Quel particolare accessorio era una handband Omius, non un semplice accessorio estetico o pubblicitario ma, un dispositivo tecnologico pensato per migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il controllo della temperatura corporea.

Cos’è la fascia per la testa Omius

La fascia refrigerante Omius nasce da un’intuizione di Gustavo Cadena, ingegnere fisico messicano, che nel 2013 aveva iniziato a studiare il problema del surriscaldamento corporeo durante l’attività fisica intensa. L’idea era semplice ma ambiziosa: creare un dispositivo indossabile che aiutasse il corpo umano a dissipare calore in modo più efficiente, sfruttando le proprietà termiche di materiali. Dopo anni di ricerca, test e diversi prototipi, è nata Omius, un’azienda con sede negli Stati Uniti con radici ben piantate nella scienza applicata.

La fascia refrigerante per la testa Omius (foto Omius)

Il cuore della tecnologia Omius è rappresentato dai cosiddetti “cooling pieces”, piccoli inserti in grafite porosa che vengono inseriti in una fascia e che, una volta attivati con acqua, favoriscono l’evaporazione del sudore e la dispersione del calore. Il principio è simile a quello del sudore umano, ma potenziato: l’acqua contenuta nei moduli evapora più rapidamente grazie alla struttura del materiale, abbassando la temperatura della pelle e, di conseguenza, quella del sangue che circola nei capillari superficiali della fronte.

Dalla teoria alla… strada

Il debutto mediatico della fascia Omius è avvenuto nel weekend della maratona olimpica di Parigi. Eliud Kipchoge, già due volte campione olimpico e simbolo della maratona, ha scelto di indossarla nella sua ultima apparizione olimpica. Sifan Hassan l’ha portata al traguardo, conquistando l’oro.
Ma non sono stati i soli a sfruttarne le proprietà rinfrescanti: anche Bashir Abdi, medaglia d’argento nella gara maschile, Hellen Obiri, bronzo nella femminile, e altri atleti come Daiana Ocampo e Brian Pintado l’hanno utilizzata. 

Idratazione e corsa: come e perché gestirla al meglio

Inizialmente, in molti hanno pensato si trattasse di un accessorio ornamentale o di una trovata pubblicitaria. Ma le prestazioni degli atleti e le testimonianze successive hanno raccontato un’altra storia. La fascia Omius non era solo un gadget, ma un alleato contro il caldo e l’umidità, due nemici con i quali tutti gli atleti hanno dovuto combattere, come accade ogni estate, durante le olimpiadi estive.

Come funziona davvero la fascia Omius

Il funzionamento della fascia Omius si basa su un principio fisico ben noto: l’evaporazione dell’acqua assorbe calore. Quando il sudore evapora dalla pelle, porta via con sé parte del calore corporeo. Tuttavia, in condizioni di alta umidità, questo processo si blocca: l’aria è già satura di vapore acqueo e il sudore non riesce a evaporare, restando sulla pelle e impedendo la termoregolazione naturale.

La fascia Omius interviene proprio qui. I suoi moduli in grafite porosa, una volta bagnati, accelerano l’evaporazione grazie alla loro struttura molecolare e alla grande superficie esposta. Questo permette di mantenere la pelle più fresca anche quando l’umidità è elevata.

Un altro atleta alle Olimpiadi di Parigi 2024 con la fascia Omius (foto Giancarlo Colombo)

Inoltre, la posizione sulla fronte non è casuale: è una delle zone più vascolarizzate del corpo, e raffreddarla significa abbassare la temperatura del sangue che circola verso il cervello, migliorando la lucidità mentale e la resistenza alla fatica (un po’ quello che accade quando si mette uno straccio imbevuto d’acqua fredda sulla fronte di chi ha la febbre molto alta).

Perché utilizzare la fascia Omius: benefici e applicazioni

I benefici della fascia Omius sono vari e vanno ben oltre la semplice sensazione di freschezza. Studi condotti su atleti professionisti e triatleti hanno dimostrato che l’uso della fascia può ridurre la temperatura corporea centrale fino a 1°C durante sforzi prolungati. Questo si traduce in una maggiore efficienza metabolica, una riduzione del rischio di colpi di calore e una migliore gestione dello sforzo.

Non è un caso che la fascia sia già ampiamente utilizzata nel mondo del triathlon – soprattutto Ironman – e del ciclismo, dove la gestione del calore è fondamentale. Ma anche per i runner amatoriali, soprattutto in estate o in climi tropicali, quando le temperature superano i 30°C e l’umidità è molto alta, può rappresentare un valido supporto. Non si tratta di un dispositivo miracoloso, ma di uno strumento scientificamente fondato che, se usato correttamente, può fare la differenza tra una gara finita in progressione e la crisi.

Le scarpe che hanno tradito Kipchoge

Quando e come utilizzare al meglio la fascia Omius

La fascia Omius dà il meglio di sé in condizioni di caldo umido, quando il corpo fatica a dissipare calore. È sufficiente bagnarla con acqua fresca prima della gara o dell’allenamento, e i moduli inizieranno a lavorare immediatamente. L’effetto dura circa 30-45 minuti, ma può essere prolungato semplicemente rinfrescandola con altra acqua – a differenza di quel che si possa pensare non deve essere messo in frigo o in freezer per migliorare le sue prestazioni.

È importante sottolineare che la fascia non sostituisce una corretta idratazione o una preparazione atletica adeguata (stesso discorso che vale per le super scarpe in carbonio). È un complemento, non una scorciatoia. Ma per chi gareggia in condizioni estreme, può rappresentare un vantaggio competitivo significativo.

Oltre lo sport: il futuro della tecnologia Omius

L’interesse suscitato dalla fascia Omius alle Olimpiadi ha aperto nuove prospettive anche al di fuori del mondo sportivo. Alcuni studi stanno valutando l’utilizzo della tecnologia in ambito militare, per i lavoratori esposti a temperature elevate (come vigili del fuoco o per gli operai in fonderia), e persino in ambito medico, per aiutare pazienti con problemi di termoregolazione.

La nuova visiera refrigerante per la testa Omius (foto Omius)

La sfida ora è rendere questa tecnologia accessibile e adattabile a diversi contesti. Omius ha già presentato diverse versioni della fascia, trasformata in cappellino o in visiera e sta già lavorando a nuove versioni del prodotto, più leggere, più economiche e con una maggiore durata dell’effetto refrigerante. Il futuro potrebbe vedere l’integrazione di sensori biometrici, per monitorare in tempo reale la temperatura corporea e regolare automaticamente il raffreddamento.

Se l’applicazione e il suo utilizzo non sembrano avere controindicazioni, quello che però potrebbe far storcere il naso ai runner amatoriali è il costo, decisamente oneroso: ad oggi, ancora di circa 200 euro.

cappellinio fascia hassan kipchoge omius visiera
Share. Facebook Twitter WhatsApp Email
Previous ArticleSuper scarpe: la rivoluzione Kiprun parte dalla KD900X LD+
Next Article RunCard 2.0: cosa cambia a partire dal 2026
Redazione
  • Website
  • Facebook
  • Instagram

Siamo runner e giornalisti appassionati di corsa. Su The Running Club parliamo di tutto quello che ruota intorno al mondo del podismo (scarpe, allenamenti, accessori, gare, atleti, storia) partendo dalla nostra esperienza per raccontare un mondo sempre più in movimento e in evoluzione. Perché... The Running Club è la casa dei runner!

Post Correlati

Recensione Garmin Cirqa, la fitness smart band senza display

30 Ottobre 2026

Intimo per correre: meglio con o senza mutande?

16 Agosto 2026

Plantari e corsa: servono davvero?

12 Agosto 2026
Seguici su
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • Soundcloud
  • Pinterest
  • LinkedIn
  • Telegram

Non perderti

Anna Arnaudo, “Chi sarò da grande”: un cortometraggio che racconta la donna oltre l’atleta

Redazione3 Novembre 2026 News

Non soltanto medaglie, record e risultati. “Chi sarò da grande” è il cortometraggio che racconta Anna Arnaudo, mezzofondista del Battaglio CUS Torino, attraverso la sua storia personale e sportiva. Girato tra le montagne di Sestriere, il filmato ripercorre le esperienze e le sfide che hanno contribuito alla sua crescita, dalla scoperta del diabete di tipo 1 alla capacità di continuare a competere ad alto livello.

Vomito post maratona: cosa ci insegna Yeman Crippa e cosa può fare il runner amatore

3 Novembre 2026

Perché correre la Egnazia Half Marathon

3 Novembre 2026

Recensione Nike Pegasus Plus 2: più reattiva, senza piastra

2 Novembre 2026
Facebook Instagram YouTube LinkedIn Telegram
  • Home
  • I nostri autori
  • Redazione
  • PROTOCOLLI TEST SCARPE
  • Contattaci
  • Privacy e cookie policy
  • AI Policy
  • Pubblicità
  • Impostazioni cookie
© 1997 – 2026 – Hardware Upgrade S.r.l. P.iva: 02560740124
The Running Club è testata giornalistica registrata al tribunale di Varese, n. 6 del 05/07/2023. Iscrizione ROC n. 13366 – Ulteriori informazioni.
Per eventuali segnalazioni, inviare una mail all’indirizzo info@therunningclub.it

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.