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Home » Nike Pegasus 40: le daily trainer alla prova dei 150km
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Nike Pegasus 40: le daily trainer alla prova dei 150km

Paolo CorsiniBy Paolo Corsini26 Maggio 2023

L’edizione 40 delle note Nike Pegasus è arrivata sul mercato all’inizio della primavera, mantenendo di fatto invariate le caratteristiche tecniche che l’hanno resa quella che probabilmente è la più popolare scarpa da corsa nel catalogo dell’azienda americana. Difficile che un podista, soprattutto quando si avvicina al mondo della corsa, non abbia mai corso con un paio di Pegasus.

Sono le più classiche delle daily trainer, scarpe che vanno bene per un po’ tutte le tipologie di corse da quelle lente ai ritmi più veloci. La struttura semplice, lontana dalle intersuole maxi di molti modelli recentemente apparsi sul mercato, fornisce una sensazione di corsa che è quella familiare delle scarpe dall’intersuola non troppo spessa e sprovviste di qualsiasi tipo di piastra o sostegno specifico.

Ci ho corso per i classici 150km che rappresentano la distanza raggiunta la quale procediamo con la recensione delle scarpe in The Running Club, alternando corse lente, le classiche uscite di tutti i giorni da solo o in gruppo, a qualche tratto un po’ più forte per saggiarne il ritmo. Niente ripetute o lavoro di corsa media, tantomeno gare: non sono questi gli scenari d’uso per i quali le Pegasus 40 sono state pensate.

Suola: 7

Nulla cambia rispetto a Pegasus 39 nella nuova arrivata 40: la suola è caratterizzata da un utilizzo massiccio di gomma che la protegge pressoché completamente, salvo una scalanatura centrale che non è però profonda e quindi non permette a sassi di incastrarsi. Dopo 150km i segni di usura ci sono nei miei tipici punti di contatto, ma non al punto da far pensare che la durata complessiva posa venir in qualche modo limitata. Il grip tanto su asciutto come su asfalto bagnato è sempre stato molto buono; nessun problema da evidenziare neppure su asfalto asciutto.

Anche pensando al peso della scarpa, Nike avrebbe potuto semplificare leggermente la struttura in gomma lasciando parte dell’intersuola esposta senza che questo portasse a penalizzarne la durata nel tempo: avrebbe in questo caso ottenuto un risparmio di peso, utile a bilanciare l’incremento complessivo rispetto alla versione Pegasus 39.

Intersuola: 6,5

Pegasus 40 adotta una intersuola in React, la mescola che Nike ha iniziato a utilizzare vari anni fa sulle proprie calzature e che in molti modelli è stata sostituita da quella ZoomX. Vista da fuori design e quote di riferimento sono identiche a quelle del modello Pegasus 40 e si può pensare che nulla sia cambiato, ma così non è: quella di Pegasus 40 è infatti ben più dura, dato che si percepisce immediatamente una volta indossata la scarpa per la prima uscita ma confermato anche da rilevazioni con il durometro fatte negli stessi punti dell’intersuola.

Pegasus 40 sono quindi più rigide nell’intersuola, continuando a mantenere i due AirZoom uno della parte dell’avampiede e uno nel tallone: si tratta di due piccoli cuscini che aiutano nel ritorno di energia.

Nel tallone l’intersuola di Pegasus 40 ha uno spessore di 33mm, contro i 23mm dell’avanpiede per un drop di 10mm. Durante la corsa la sensazione è quella di un contatto con il terreno da parte del piede che è piuttosto diretto e poco filtrato dall’intersuola: ho avvertito molto bene l’Air Zoom anteriore, con un comportamento che è tendenzialmente rigido dal discreto ritorno di energia.

Tomaia: 7,5

La tomaia di Pegasus 40 continua ad essere a doppio strato come per il modello Pegasus 39; al tatto è però leggermente più morbida di quella della scarpa che l’ha preceduta, con un livello di traspirabilità complessivo che è nella media. La qualità complessiva è molto buona, a mio avviso superiore a quella di Pegasus 39.

Upper: 7,5

Nike ha rivisto completamente la struttura dei lacci in Pegasus 40 abbandonando il design con fili presenti in Pegasus 39, sviluppati in modo da agganciarsi alla base della tomaia e in questo modo aiutando con il contenimento. Pegasus 40 vede una struttura per gli occhielli più spessa, esteticamente molto gradevole, che si sviluppa in parte anche lungo i due lati della tomaia sempre per aiutare a fasciare al meglio il piede. Non ho avuto problemi di allacciatura e di tenuta delle stringhe.

La linguetta è molto simile a quella del modello Pegasus 39: rimane sempre fissata ai lati dell’intersuola con una parte elastica e questo le permette di restare ben ferma durante la corsa. Ha uno spessore complessivo medio, leggermente ridotto rispetto a quello di Pegasus 39 ma risultando esere più morbida e confortevole al tatto.

Nike Pegasus 40 a sinistra – Nike Pegasus 39 a destra

La parte del tallone è stata in parte rivista: la conchiglia continua a restare molto rigida per offrire stabilità ma la parte superiore termina in Pegasus 40 in modo più verticale, mentre in Pegasus 39 tendeva leggermente ad arcuarsi verso il posteriore. L’imbottitura interna garantisce un buon confort e non è stata modificata rispetto alla precedente versione.

Peso: 6

Le modifiche introdotte da Nike nella parte superiore della tomaia, con il sistema di allacciatura completamente rivisto, hanno portato ad un incremento nel peso che passa dai 259 grammi di Pegasus 39 agli attuali 271 grammi (taglia US 8,5, 42 EU). Pegasus 40 non è una scarpa pesante in assoluto ma un incremento nel peso di questo tipo non è di certo apprezzabile.

Confort: 7

L’intersuola non modificata nelle quote ma resa più rigida per via di una superiore densità della mescola React ha portato ad una corsa che viene percepita come più secca, con una maggiore percezione da parte del piede di quello che accade lungo la superficie. In termini di confort complessivo questo è in parte penalizzante: a chi piaciono scarpe con una risposta più netta questa modifica nell’intersuola risulterà apprezzata, mentre chi cerca un po’ di confort e maggiore ammortizzazione non ne sarà soddisfatto.

Il confort di tallone e linguetta è sempre stato molto elevato durante le mie uscite e ho apprezzato la parte anteriore, sufficientemente spaziosa: sono scarpe che, per quanto riguarda questi aspetti, si calzano e una volta allacciate non danno più da pensare. La nuova tomaia si fa apprezzare in quanto pur essendo a due strati rimane morbida e confortevole.

Ritorno di energia: 7

L’intersuola in react, come detto, è stata irrigidita rispetto a quella della versione Pegasus 39: il ritorno di energia è quindi ben presente, con un feedback che mi viene da definire essere quello classico delle scarpe da corsa di alcuni anni fa non dotate di supporti attivi tantomeno di intersuole con mescole iper reattive.

Quella React, se confrontata con la più recente ZoomX di casa Nike, sente a mio avviso un po’ il passare degli anni ma è sicuramente apprezzata da chi predilige una risposta più naturale e diretta della calzatura sul terreno lasciando “sentire” maggiormente quello che c’è sotto la nostra pianta del piede. Una volta arrivato a una percorrenza di 50km ho inoltre sentito l’intersuola rispondere in modo leggermente diverso, con una sensazione di miglior confort senza che questo andasse a limitare la risposta della scarpa durante la corsa.

Durata massima stimata: 7,5

La costruzione della tomaia e della parte superiore della scarpa è tanto tradizionale quanto improntata alla robustezza generale: non vedo in questi componenti elementi che possano cedere in modo rapido con il passare dei chilometri percorsi. Discorso simile va fatto per la suola, che è pressoché tutta protetta da gomma più dura di buono spessore ed è pensata per durare nel tempo.

L’intersuola React, infine, ritengo abbia una buona durata nel tempo: è più rigida ed è presente in buon quantitativo complessivo, caratteristiche che dovrebbero permettere di garantire una buona risposta nel corso del tempo anche con l’aumento del chilometraggio. Ritengo plausibile per un podista entro i 75Kg di peso arrivare almeno a 600 Km di percorrenza senza particolari problemi di usura, ma non mi sorprenderei di vedere scarpe usate per percorrenze ben più elevate.

Prezzo ufficiale:7

La gamma Pegasus è una di quelle della famiglia Nike ad essere caratterizzata dal costo d’acquisto più contenuto: vuole essere per costruzione e caratteristiche una scarpa popolare, adatta quindi alla maggior parte dei podisti, e in questo lo è pure nel prezzo ufficiale pari a 129,00€. C’è però da dire che con Pegasus 40 Nike ha aumentato il prezzo di 10€ rispetto a quanto richiesto per il modello Pegasus 39, che è al momento ancora in commercio e per giunta con sconti consistenti. Già ora, in ogni caso, non è difficile trovare Pegasus 40 scontata rispetto al listino, con cifre che si avvicinano ai 100€.

Voto finale: 7

La media finale dei nostri voti per Pegasus 40 è un 7, frutto di singoli voti che sono mediamente tutti allineati tra di loro con i soli peso e intersuola ad essere sotto media. Si tratta, lo ricordo, di una scarpa che punta sul bilanciamento complessivo e che vuole fornire al podista un’esperienza d’utilizzo che sia neutra e replicabile nel tempo.

La mia personale esperienza con le Pegasus 40 è stata a dir poco variegata. Appena indossate, lo confesso, non mi sono piaciute per niente: la prima impressione è stata quella di avere ai piedi scarpe troppo secche, con poca intersuola nella parte anteriore a proteggermi e una sensazione di contatto del piede al suolo troppo diretta e per me poco gradevole. Con il passare dei km, però, questa prima percezione è andata sfumandosi e sono emerse maggiormente le caratteristiche di queste scarpe che lasciano lavorare il piede in modo abbastanza libero e forniscono un buon ritorno di energia.

Ho percepito maggiormente l’Air Zoom anteriore e meno quello posteriore, probabilmente per via della mia postura non da tallonatore. Al termine dei 150km il mio personale giudizio è cambiato: dal non piacermi per nulla le Pegasus 40 sono passate a una condizione di “interessante per me”: non è il tipo di scarpa da tutti i giorni che ricerco per la mia personale rotazione ma ne ho compreso molto di più il senso e i punti di forza.

E’ una scarpa che, per dirla in modo semplice, non eccelle in nulla ma va bene un po’ dappertutto, senza particolari difetti. Del resto è frutto di un processo di continuo affinamento di una scarpa che nasce, come concetto, nel 1972 e che è passata attraverso 40 diverse evoluzioni: può evolvere ma non si può trasformare, in quanto “non sarebbe più una Pegasus”.

A chi sono indicate? Pegasus 40 sono daily trainer adatte un po’ a tutti, a condizione di avere un appoggio mediamente neutro e tale da non richiedere correzioni particolari dell’appoggio. Vanno bene per podisti sino a circa 80Kg di peso: oltre consiglio di passare a qualcosa che sia più strutturato e possa dare maggiore ammortizzazione, soprattutto se al peso più elevato si accompagnano ritmi al km più lenti. Ci si può correre diverse distanze ma non andrei oltre i 30km complessivi: non sono scarpe, a mio avviso, pensate per le lunghe distanze dove è meglio avere a disposizione una scarpa che possa proteggere un po’ di più soprattutto se non corriamo molto velocemente.

Più di questo, Pegasus sono scarpe ideali per chi inizia a correre e per chi invece vuole limitare al massimo il numero di scarpe in uso. Abbinate ad una calzatura più spinta per gli allenamenti veloci e per le gare permette di coprire tutte le necessità di un podista appassionato.

Per che tipo di ritmi? Non sono scarpe pensate per correre veloci ma è possibile spingersi anche oltre i propri ritmi di corsa lenta, al pari di quello che è possibile sperimentare con molte altre daily trainer. L’intersuola più rigida e “secca” aiuta quando si vuole un po’ più di reattività e ci si velocizza, avvicinandosi ai ritmi della corsa media.

Nike Pegasus React
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Paolo Corsini
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Ho scoperto la corsa relativamente tardi ma da subito è diventata perno della mia vita. Corro perché mi piace, perché allenarsi per una gara dando il meglio di se stessi è avvincente ma soprattutto perché è uno spazio di libertà che ogni giorno coltivo. Papà di Gabriele e Giorgia, appassionato di tecnologia, amante dei viaggi, frequent flyer per necessità, EV enthusiast. Direttore di Hardware Upgrade e di The Running Club. Gara preferita: la distanza regina, la Maratona. Rigorosamente da scrivere in maiuscolo: è una signora molto irascibile con chi non le porta il dovuto rispetto - Misure: altezza 170cm, peso 62kg, scarpe US8/EU41EU/26cm. Velocità riferimento su 10K: 4'00" al km.

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