Il nostro primo incontro con la Under Armour Velociti Elite 3 risale al 2024, durante il The Running Event di Austin. La scarpa era esposta in una teca, completamente bianca e con un design essenziale che lasciava trasparire un carattere aggressivo e orientato alla velocità. All’epoca non era possibile provarla, ma sapevamo che quel prototipo avrebbe rappresentato una svolta per il marchio. E così è stato: pochi mesi dopo, Sharon Lokedi ha utilizzato la Velociti Elite 3 per vincere e stabilire il record della Boston Marathon 2025. Lo stesso modello ha conquistato il record femminile statunitense sulla mezza maratona ed è stato protagonista di altre vittorie su strada come il miglio.
Dopo essere comparsa sporadicamente nel corso dell’anno, la scarpa è finalmente arrivata nei negozi a fine dicembre. Noi abbiamo iniziato a testarla a gennaio, impiegandola in pista, su strada, nei lavori veloci, nei lunghi fino a 25 km e persino in doppie sessioni giornaliere. Il risultato è una recensione completa, costruita su chilometri reali e condizioni di corsa differenti.
Battistrada: 5,5
Il battistrada rappresenta uno dei cambiamenti più significativi rispetto al passato. Le versioni precedenti utilizzavano la tecnologia Flow, che integrava direttamente la suola nell’intersuola, offrendo un grip eccezionale ma una durata ridotta. Con la Velociti Elite 3 Under Armour abbandona questa soluzione e introduce una gomma più tradizionale, estesa sull’avampiede e presente in due sezioni distinte sul tallone. La scelta aumenta in modo significativo la longevità della scarpa, che dopo circa 70–80 km mostra un’usura minima.
Il comportamento su strada asciutta è convincente, così come su superfici leggermente sconnesse come il brecciolino. La situazione cambia però sul bagnato leggero: in condizioni di asfalto viscido, la scarpa tende a perdere un po’ di stabilità. Va comunque sottolineato che la base d’appoggio è molto ampia, probabilmente più larga rispetto a molte altre racing in carbonio, e questo contribuisce a mantenere una sensazione di sicurezza anche quando il grip non è ottimale.

Intersuola: 7
Il cuore della Velociti Elite 3 è la sua intersuola, che utilizza la nuova mescola supercritica HOVR+, più morbida e reattiva rispetto alle versioni precedenti. Il sistema lavora su due densità diverse: la parte inferiore impiega una schiuma supercritica più solida, iniettata d’azoto, pensata per garantire stabilità, sostegno e ammortizzazione, mentre la parte superiore sfrutta una mescola in HTPU, più morbida e ricettiva allo stimolo della corsa.
Fra questi due strati è inserita una piastra in fibra di carbonio a tutta lunghezza, completamente visibile grazie allo svaso laterale e inferiore. Questa scelta costruttiva migliora la reattività ma espone la piastra agli impatti: in una gara ci è capitato che un sasso colpisse direttamente il carbonio, senza conseguenze, ma non è stata un’esperienza piacevole.

La geometria dell’intersuola è insolita per una scarpa da gara con piastra. Il tallone misura 39,5 mm, l’avampiede 37,5 mm e il drop è ridottissimo, appena 2 mm. Il rocker anteriore è molto pronunciato e contribuisce a una dinamica di corsa naturale, progressiva e decisamente orientata alla spinta di meso- e avampiede. Pur non essendo una mescola soffice o compressiva, la scarpa offre un comfort solido anche sulle distanze lunghe, senza risultare eccessivamente rigida.
Tomaia: 8
La tomaia è realizzata in Leno Wave, un materiale elastico ma resistente che assicura un fit simile a quello delle costruzioni a calzino, pur mantenendo una struttura superiore rispetto alle classiche tomaie ultraleggere. Durante i test si è dimostrata molto traspirante e rapidissima nell’asciugatura, caratteristica particolarmente apprezzata durante le uscite con umidità elevata.

La scarpa veste true to size e l’avampiede è sufficientemente ampio da permettere alle dita di muoversi anche nelle gare lunghe, dove il piede tende naturalmente a dilatarsi. La presenza di inserti termosaldati nelle zone più delicate contribuisce a migliorare la durata complessiva della tomaia.
Upper: 7
L’upper rappresenta l’incontro tra anima racing e necessità di stabilità. La zona tallonare è morbida ma leggermente più strutturata rispetto ad altre scarpe da gara, con un’imbottitura calibrata nella zona del tallone. La linguetta, molto leggera e sottile, è progettata per ridurre la pressione dei lacci, mentre i lacci zigrinati offrono una buona tenuta anche se non eccellono nel prevenire gli slacciamenti spontanei, motivo per cui consigliamo un doppio nodo.

Un dettaglio interessante è l’innalzamento dell’intersuola nella zona mediale, che avvolge il piede creando una sorta di guscio stabilizzante. Questa soluzione favorisce la sicurezza nei cambi di direzione e offre un supporto che rende la Velociti Elite 3 una delle racing più stabili attualmente disponibili.
Peso: 6,5
Il peso, pari a 232 grammi nella misura US 9,5 (220 grammi nella taglia di riferimento) non la colloca tra le scarpe più leggere della categoria. Tuttavia, la scelta di una tomaia più strutturata, una talloniera imbottita e una schiuma più densa giustifica pienamente questo valore. La sensazione, una volta ai piedi, è comunque di una scarpa equilibrata e non penalizzante.

Comfort: 7,5
Tradizionalmente Under Armour produce scarpe piuttosto rigide, e la Velociti Elite 3 non si discosta da questa filosofia. Tuttavia, la rigidità è ben gestita e non si traduce in affaticamento neppure durante i lunghi. La piattaforma molto ampia, il supporto del tallone e la tomaia avvolgente creano una scarpa stabile e rassicurante anche quando le gambe iniziano a perdere brillantezza.
Il contatto con il terreno è pieno e diretto, e la scarpa invita naturalmente alla spinta. Anche dopo aver corso con modelli più morbidi o da lento, passando alla Velociti Elite 3 si avverte immediatamente un incremento di reattività che stimola a correre forte.

Ritorno di energia: 7
La Velociti Elite 3 non è la scarpa più veloce sul mercato e i materiali dell’intersuola non raggiungono i livelli di propulsività dei modelli più estremi basati su superfoam di ultima generazione. Tuttavia, il rocker accentuato, la biomeccanica avampiedista e la stabilità superiore creano un compromesso molto efficace, soprattutto nelle distanze medio-lunghe. È una scarpa che permette di mantenere il ritmo, di gestire la fatica e di continuare a spingere anche quando la brillantezza cala.
Durata massima stimata – Voto 7
La durata è uno dei punti forti del modello. La tomaia è robusta, l’intersuola, essendo più densa, si degrada lentamente e il battistrada resiste bene nel tempo. Stimiamo una longevità di circa 400–500 km come scarpa da gara, con un’ulteriore vita utile per allenamenti medi e veloci. Non è un modello che smette di essere efficace appena terminati i chilometri “da gara”.

Rapporto qualità/prezzo: 7
Il prezzo di listino è di 250 euro, in linea con il segmento delle scarpe da gara in carbonio (guarda qui le migliori offerte). Un aspetto positivo è che, nonostante i miglioramenti introdotti, il prezzo non è aumentato rispetto alle versioni precedenti. Inoltre molti shop hanno già iniziato a proporre sconti interessanti, rendendola una delle racing più accessibili del mercato.
Voto finale: 7
La Under Armour Velociti Elite 3 è un aggiornamento significativo della linea e offre un’identità molto definita. Non è la più veloce, non è la più leggera e non è la più morbida, ma compensa con una stabilità eccezionale, una corsa naturale e un’affidabilità che poche altre racing possono vantare. È una scarpa che funziona bene su tutte le distanze, dalla mezza alla maratona, e si adatta anche ad atleti più pesanti o a chi vuole una piastra in carbonio senza rinunciare al controllo.
La consigliamo a chi corre di avampiede, a chi vuole avvicinarsi al mondo delle super shoes senza timore di instabilità e a chi cerca un modello performante ma equilibrato, capace di accompagnare ritmi sostenuti in maniera costante dal primo all’ultimo chilometro.

