Il mondo del podismo, sia amatoriale che professionistico, è in continua espansione. Ogni anno si svolgono migliaia di eventi, dalle maratone ai trail di montagna, che attirano un pubblico sempre più vasto, coinvolgendo sponsor, media e appassionati. I nomi di alcune competizioni sono diventati veri e propri simboli, capaci di evocare un’identità forte, non solo territoriale, ma anche emotiva e commerciale. Per gli appassionati e, sempre più spesso, per gli sponsor, il nome di una gara rappresenta un punto di riferimento.
Per garantire il successo e la continuità di una manifestazione sportiva, la scelta del nome è un passaggio cruciale. Che si tratti di un nome di fantasia o legato a uno sponsor, è fondamentale che sia distintivo e memorabile. Esempi come “Stramilano”, “Maratona di New York” o “Ultra-Trail du Mont-Blanc” richiamano immediatamente un’esperienza, un luogo e un livello organizzativo ben preciso. Il nome diventa così un elemento centrale nella costruzione dell’identità dell’evento.
Lo strumento giuridico e strategico per eccellenza per proteggere il nome di una gara è il marchio.
Questo articolo, redatto dall’Avv. Gilberto Cavagna di Gualdana – avvocato cassazionista specializzato nella valorizzazione e protezione dei diritti di proprietà intellettuale – si propone come guida sintetica per gli organizzatori di eventi podistici, spiegando perché e come tutelare il logo e il nome della propria manifestazione, trasformandoli da semplici segni identificativi in veri e propri beni di valore.
Il marchio come strumento di tutela e valorizzazione
La scelta del nome deve seguire criteri di buon senso, ma anche considerazioni legali che ne garantiscano la protezione.
Affinché un marchio possa essere registrato, deve possedere tre caratteristiche fondamentali: novità, capacità distintiva e liceità. Termini generici come “maratona”, “corsa”, “gara podistica” o “trail” sono di uso comune e non possono essere monopolizzati. Possono essere inclusi nel marchio, ma non devono rappresentarne l’elemento distintivo principale. È preferibile optare per nomi di fantasia, privi di legami diretti con il servizio offerto, e che siano facilmente memorizzabili, come nel caso di “The Color Run”.
Prima di dedicare tempo e risorse alla promozione di un nome, è essenziale verificare che non sia già stato registrato da terzi per servizi simili. Questo controllo può essere effettuato tramite le banche dati online dei marchi nei Paesi in cui si intende registrare, solitamente a livello italiano o europeo.
Le classi di registrazione e il processo di opposizione
Una volta accertata la disponibilità, la domanda di registrazione deve indicare i prodotti e servizi di interesse, tra cui sicuramente la classe 41 della Classificazione di Nizza, che comprende “Organizzazione di eventi sportivi e culturali”.
Oltre alla classe 41, è possibile includere altre classi rilevanti, come la classe 25, utile per il merchandising, se si prevede la vendita di abbigliamento ufficiale come magliette tecniche, cappellini o felpe.
Dopo la presentazione della domanda, l’ufficio competente pubblica il marchio su un bollettino ufficiale. Da quel momento decorre un periodo, solitamente di tre mesi, durante il quale i titolari di marchi anteriori possono presentare opposizione. In assenza di contestazioni, il marchio viene registrato. La protezione ha durata decennale dalla data di deposito ed è rinnovabile indefinitamente.
La registrazione come punto di partenza
Registrare un marchio non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di una strategia di valorizzazione. Un marchio tutelato apre la strada a numerose opportunità commerciali: dalla produzione di merchandising agli accordi di sponsorizzazione, fino alla concessione di licenze. Se il nome della gara include quello di uno sponsor, come nel caso della “DeeJay Ten”, è necessario ottenere il consenso esplicito dello sponsor per l’uso e, ancor più, per la registrazione. Quest’ultima dovrà avvenire nei Paesi e per i prodotti concordati tra le parti.
Organizzare una corsa podistica richiede attenzione al percorso, alla sicurezza e ai servizi per i partecipanti. Tuttavia, per garantire un futuro solido all’evento, è altrettanto importante investire nella costruzione e protezione della sua identità. La registrazione del marchio non è un semplice adempimento burocratico, ma una scelta strategica che trasforma il nome della gara in un patrimonio da difendere e valorizzare. Ogni passo compiuto in questa direzione è un investimento verso il successo a lungo termine.