L’Ultra-Trail du Mont-Blanc, la gara più iconica del mondo dell’ultratrail running, ha vissuto un’edizione epica. Nonostante le condizioni meteorologiche proibitive, con pioggia neve e fango, la corsa di 176 km attorno al massiccio del Monte Bianco ha incoronato un nuovo campione, Tom Evans, in grado di realizzare anche il nuovo record del percorso con un impressionante 19 ore, 18 minuti e 58 secondi, polverizzando il precedente primato appartenente a Jim Walmsley (vincitore negli scorsi giorni della OCC) di 19 ore 37 minuti… va però anche detto che il tracciato 2025 ha subito delle modifiche a casa del maltempo.
La partenza da Chamonix, avvenuta venerdì pomeriggio sotto la pioggia, ha subito messo in chiaro che questa edizione della UTMB sarebbe stata una delle più dure di sempre. I corridori hanno affrontato un clima invernale già al Col de la Seigne, al confine tra Francia e Italia, dove una bufera di neve ha reso il passaggio particolarmente insidioso. Per oltre cinqunata chilometri, tra Italia e Svizzera, il percorso è stato segnato da neve e temperature rigide, prima che il cielo si aprisse e il sole tornasse a scaldare i sentieri alpini.
Tom Evans, ex ufficiale dell’esercito britannico, ha saputo interpretare la gara con intelligenza e pazienza. Dopo due ritiri consecutivi nelle edizioni 2023 e 2024, il trentatreenne ha trovato il giusto equilibrio tra strategia e resistenza. Il momento decisivo è arrivato ad Arnuova, in Italia, dove Evans ha accelerato e aperto un gap di dodici minuti su Ben Dhiman, suo diretto inseguitore. Da lì in poi, ha mantenuto il vantaggio fino al traguardo, chiudendo in solitaria.
UTMB: il podio maschile
Dietro Evans, l’americano Ben Dhiman — originario di Cincinnati ma residente in Francia — ha conquistato il secondo posto con un tempo di 19h51’37”. Anche per lui si è trattato del primo UTMB portato a termine, dopo due tentativi falliti. Il terzo gradino del podio è andato a un altro britannico, Josh Wade, che ha chiuso in 20h05’06”, completando una top 3 tutta anglofona.
Evans ha definito la vittoria come “un sogno che si realizza”, ma ha anche sottolineato come il momento più importante dell’anno sia stato la nascita della figlia Phoebe, avuta con sua moglie Sophie. “Il mio obiettivo non era vincere, ma essere orgoglioso di me stesso. Ho lasciato che la gara venisse a me, e questa volta ha funzionato”, ha dichiarato commosso al traguardo.
UTMB: la gara e il podio femminile
La competizione femminile dell’UTMB ha regalato una gara intensa e combattuta sin dai primi chilometri. Tre atlete si sono contese il primato in un continuo alternarsi di posizioni. L’americana, già tre volte vincitrice dell’UTMB nel 2019, 2021 e 2023, Courtney Dauwalter, tra le favorite alla vigilia, ha mantenuto a lungo la testa della corsa, per poi crollare e cedere il passo alle dirette avversarie.
La francese Camille Bruyas ha condotto una gara quasi impeccabile, gestendo con intelligenza i passaggi più tecnici e le difficili condizioni meteo. Ma è stata la neozelandese Ruth Croft a emergere con decisione nella seconda parte del percorso. Con un ritmo costante e una progressione efficace, la Croft ha superato prima Bruyas e poi Dauwalter, ampliando gradualmente il distacco tagliando per prima il traguardo in 22 ore, 56 minuti e 20 secondi. Alle sue spalle, Camille Bruyas ha conquistato il secondo posto con il tempo di 23h28’48’, mentre la tedesca Katharina Hartmuth ha completato il podio in 24h16’39”. Ruth Croft è anche la prima donna a vincere OCC (2015), CCC (2018 e 2019) e, quest’anno, l’UTMB.